Il pubblico ha sempre ragione?

Il pubblico è come un cliente che ha sempre ragione? Assolutamente no. Anzi, per quanto mi dispiace ammetterlo, il pubblico ha torto per la maggior parte delle volte.

Anni fa il riscontro del pubblico nei confronti di una pellicola veniva espresso con gli incassi al box office e grazie al passaparola. Adesso, invece, grazie ai social la comunicazione diretta tra il pubblico e major è inevitabile. Ma ciò ha migliorato l’industria?

Due anni fa, dopo aver ricevuto molte critiche sul web, Scarlett Johansson decise di abbandonare il ruolo di Dante “Tex” Gill (un criminale e uomo transgender morto nel 2003). La comunità LGBT contestava il fatto che per il ruolo non fosse stato scelto un uomo transgender ma una donna cisgender, cioè che si identifica nel genere normalmente associato al suo sesso biologico. Inizialmente la Johansson accettò di fare il film perché incuriosita dalla sfida attoriale (che le avrebbe richiesto molto studio e preparazione). L’attrice, in seguito all’abbandono del ruolo, fece un “mea culpa” autodefinendosi “una persona poco sensibile”.

Un altro esempio, più recente ma molto simile, sono state le critiche mosse alle Fox nei confronti dei doppiatori di alcune serie animate

Secondo il web, i personaggi afroamericani devono essere doppiate da persone di colore ecc. Questo ha portato al licenziamento di Mike Henry (doppiatore storico di Cleveland Brown nei Griffin) e di Hank Azaria (voce di Carl e di Apu nelle serie I Simpson). Scelta, senza dubbio, discutibile. Il doppiatore, come anche l’attore, deve saper interpretare qualsiasi personaggio e l’etnia non dovrebbe privare la possibilità di recitare.

Nel 2019, Universal fece uscire il primo trailer di Sonic – Il film, pellicola con protagonista la storica mascotte di SEGA ed iconico personaggio dei videogames. Le reazioni al teaser trailer furono infuocate. I fan di tutto il mondo criticarono la produzione per il pessimo design del porcospino: il personaggio aveva delle dimensioni del tutto sconosciute ai fan della serie. Gli occhi piccoli, distanti, con pupille molto realistiche, il muso che assomigliava più a quello di un porcospino reale e una corporatura più umana. In questo caso, il pubblico aveva tutte le ragioni per criticare, e parodizzare, il design di Sonic. La cosa che ha stupito tutti è il fatto che la produzione ha deciso di slittare il film e ridisegnare il personaggio. La scelta ha aiutato il film ma considero quest’avvenimento come una “mosca bianca” tra le varie discussioni fra major e pubblico.

Ma la colpa di chi è?

Personalmente punterei il dito sulle major visto che è giusto ascoltare i fan e le critiche ma bisogna ricordare che nel pubblico ci sono gli esperti, gli addetti dei lavori, e gente che non sa di cosa stia parlando. Non dico che il pubblico non abbia ragione sul non gradire un prodotto ma l’industria non ha capito che non è lo spettatore ha decidere cosa bisogna fare per rendere un film gradibile perché quello è il lavoro dei cineasti.

Giovanni Salomi

Giovanni Salomi è nato a Busto Arsizio il 12 febbraio 2001. Studente al quinto anno presso il Liceo “Daniele Crespi” Scienze Umane. Fin da piccolo appassionato di cinema, ha sempre studiato con interesse tutto ciò che sta davanti e dietro le quinte. Dal 2016, scrive presso il portale “L’Informazione” con la rubrica “Il film del fine settimana”, nella sezione “Conoscere e sapere”, in cui presenta le pellicole del momento. Dal 2017, co-presenta un programma radiofonico, “B-Movie”, insieme a Giovanni Castiglioni, dove approfondisce e discute delle ultime novità nel mondo del cinema. Da svariati anni collabora con i cinema della zona di Busto Arsizio (per un anno ha lavorato presso il Teatro Sociale ed adesso collabora attivamente al cineforum del Cinema Lux)

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