Dal 2010 nella casa circondariale femminile di Pozzuoli la cooperativa Lazzarelle si dedica alla produzione di caffè di ottima qualità, in vendita in varie città italiane e anche di tè, infusi e tisane.
Parliamo nuovamente di economia carceraria e di progetti che promuovano il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti. Oltre ai punti vendita ora c’è anche un punto ristoro dove si potranno gustare i prodotti realizzati grazie a questa cooperativa, a Napoli, città in cui il caffè è considerato un vero e proprio simbolo. Se volete saperne di più sulla tradizione del caffè in questa città e dei luoghi in cui gustarlo, vi invito a leggere il mio articolo su CandyValentino.it.
Imma Carpiniello e la storia di Lazzarelle
Stando ai dati più recenti forniti dal Dipartimento dell’Amministrazione Pentenziaria, l’occupazione lavorativa in carcere attraverso progetti di produzione come quello legato alla torrefazione riduce del 85% la probabilità di recidiva degli ex detenuti.
Nella casa circondariale femminile di Pozzuoli sono state coinvolte, fino ad ora, 55 donne nel progetto Lazzarelle e di queste solo 6 sono rientrate in percorsi criminali dopo aver terminato di scontare la pena. La convinzione di questa cooperativa è che l’istituto penitenziario non debba essere un luogo oscuro e dimenticato ma un posto dove le donne possano essere protagoniste del loro cambiamento.
La Cooperativa Lazzarelle si trova in particolare in un’area geografica fortemente svantaggiata dal punto di vista socioeconomico, dove le donne hanno maggior difficoltà a trovare lavoro.
A Il gusto con Candy Valentino, sulla Webradio SenzaBarcode potete ascoltare l’intervista a Imma Carpiniello della cooperativa Lazzarelle.


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