Unwritten. Dal violino all’arpa. Art City 2018

Unwritten. Dal violino all’arpa. Flora Papadopoulos arpa barocca. Musiche di Bach, Biber, Marini, Corelli giovedì 16 agosto ore 21 alla Cappella dei Condannati.

Continuano con successo gli appuntamenti di Sere D’Arte, la rassegna nell’ambito di Art City 2018, la programmazione del Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, curata da Cristina Farnetti e dedicata alla musica classica e barocca con incursioni nel moderno e contemporaneo che prende vita tra le mura di Castel Sant’Angelo.

Giovedì 16 agosto alle 21 la Cappella dei Condannati ospita Unwritten. Dal violino all’arpa, preziosa occasione per scoprire l’ambizioso e affascinante progetto di ricerca di Flora Papadopoulos, arpista greca di base a Milano: adattare per arpa brani di estremo virtuosismo violinistico, illuminando di riflessi inattesi e velature inedite opere celeberrime di Bach, Biber, Marini e Corelli.

Unwritten, uscito in forma discografica nel maggio 2018 per Arcana, si ispira alla convinzione affermata che l’arpa mutuasse il proprio repertorio da altri strumenti polifonici quali liuto e clavicembalo

La storia dell’arpa è infatti costellata di luci e ombre: sono pochi i brani per arpa sola del periodo barocco e classico giunti fino a noi. I molti strumenti conservati nei musei europei testimoniano però la sua fortuna e suggeriscono un repertorio più ampio di quello a noi pervenuto, come conferma anche la lettura delle vite di virtuosi dello strumento, stimati e molto ricercati nelle Corti.

Nata in Grecia, Flora Papadopoulos si è diplomata in arpa moderna a Parma e in arpa barocca a Milano, conseguendo anche il Master in Musicologia presso l’Uni­versità Sorbonne IV di Parigi. Ha suonato in alcune delle sale più prestigiose del mondo, tra cui la Carnegie Hall di New York, L’Opéra Garnier di Parigi, Tchaikovsky Hall di Mosca, The­atre an der Wien di Vienna, Megaron di Atene e Beijing Center of the Performing Arts. Collabora con le più importanti orchestre baroc­che ed è membro dell’ensemble Laboratorio ‘600 di Franco Pavan, impegnato nella riscoperta della tradizio­ne musicale antica scritta e orale del sud Italia.

Sere D’Arte fa parte delle tante iniziative del Polo Museale del Lazio per la valorizzazione di Castel Sant’Angelo

come la creazione di nuovi percorsi di visita, il restauro degli strumenti musicali qui conservati e quello delle Olearie di Urbano VIII, appena restaurate e visitabili per la prima volta, e la mostra recentemente inaugurata “Armi e potere nell’Europa del Rinascimento”, dedicata al mondo delle armi in età rinascimentale.

Sere D’Arte inserisce nell’ambito di ArtCity 2018, la programmazione del Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli che da giugno a settembre offre ai cittadini della Capitale e ai tanti turisti in visita nel nostro Paese oltre 150 iniziative, fra arte, architettura, letteratura, musica, teatro, danza e audiovisivo nei luoghi più belli del patrimonio storico artistico e archeologico del territorio laziale e che nella scorsa edizione ha registrato complessivamente quasi 600.000 presenze.

SenzaBarcode Redazione

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