Recupero ticket, l’ultimo pasticcio della Regione Lazio

Bene recuperare denaro pubblico da chi evade, male anzi malissimo approfittare di una situazione, usare leggerezza e troppa disorganizzazione. Recupero ticket, ne parliamo con Fabrizio Santori

Il 3 novembre una nota della Regione Lazio  che “Dallo screening su 1 milione di cittadini esenti, sono emersi circa 235mila casi di soggetti che hanno usufruito dell’esenzione per reddito di prestazioni sanitarie senza averne diritto. E’ stato riscontrato un margine fisiologico di errore nell’invio della comunicazione all’incirca del 3%, in particolare riferito a un’anomalia nella trasmissione dei dati sulle prestazioni dall’ASL Roma D alla Regione Lazio, relativamente a quelle prestazioni (del 2009 e del 2010) dei consultori che sono e restano gratuite. In questo caso già accertato la Regione sta predisponendo una nuova lettera da inviare ai precedenti destinatari, che annulla, agendo in autotutela, gli avvisi bonari precedentemente inviati.”

Il margine fisiologico di errore però contiene una serie di situazioni quantomeno aberranti. Il consigliere regionale Fabrizio Santori ha pubblicato la lettera di una mamma che ha ricevuto una di queste sollecitazioni. La storia è grottesca, nel 2009 in una scuola dell’infanzia di Morena, 110 bambini vengono avviati alla profilassi per tubercolosi è la stessa Asl Roma B a lanciare l’allerta e quindi dedica un preciso codice di esenzione, ma a distanza di 7 anni la Regione Lazio vuole riscuotere.

11693901_1203335213013663_3457402958850421522_nLa storia sembra fantasiosa ma chiediamo all’onorevole Santori di spiegarci nel dettaglio,  cosa sta accadendo a quella mamma e alle altre famiglie della scuola di Morena?

E’ un fatto avvenuto in una scuola nel lontano 2009. Al tempo 110 bambini furono avviati alla profilassi per un alert tubercolosi lanciato dalla stessa Asl Roma B. Nel reparto di malattie infettive del Bambin Gesù, tra ricoveri, analisi, test e successivi controlli fu un calvario durato anni, insostenibile per chiunque, figuriamoci per bimbi di appena tre anni. L’intera procedura fu attivata con urgenza dalla Asl che mise in atto l’intero protocollo con un codice di esenzione specifico.

Nonostante tutto ciò, Zingaretti cosa fa? Dopo quasi 7 anni invia delle cartelle pazze intestate ai minori, oltretutto facendo rivivere momenti di terrore alle mamme ed ai papà. E’ inaccettabile cercare di far cassa sulla pelle dei bambini malati. La regione è peggio di Equitalia.

Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, come sta affrontando i gravi errori commessi mentre tentava giustamente di recuperare quanto dovuto?

All’inizio ha fatto finta di niente, poi, messo alle strette, ha chiesto scusa. Abbiamo già ottenuto la proroga a 90 giorni e la possibilità di rateizzare il credito. Ma più che scusarsi dovrebbe restituire il maltolto ai cittadini attraverso quella che sembrerebbe truffa vera e propria architettata dalla Regione. Difatti non è stata inviata una cartella per l’intero credito, ma una per ogni prestazione erogata. Il credito, quindi, è stato volutamente frazionato e per ogni lettera è stato preteso l’importo di 25 euro per spese di segreteria. Considerando che sono state inviate 235 mila lettere, la regione sta tentando di fare cassa per quasi 6 milioni di euro solo calcolando le spese delle pratiche. Una vergogna. Intanto il numero verde messo a disposizione è sempre occupato e se rispondono attaccano immediatamente, gli uffici preposti accolgono solo 150 numeri al giorno rinviando a casa persone anziane che si sono recate in Regione per chiedere spiegazioni, il personale regionale dislocato per rispondere i cittadini non sa cosa rispondere di fronte ai numerosi casi sospetti, cartelle di oltre 400 euro per esami svolti nel 2009 e nel 2010. Nel frattempo continuano ad arrivare casi sospetti in merito ai 50 milioni di euro richiesti dalla Regione Lazio per esenzioni non dovute sui ticket sanitari. Alcuni avvisi sono intestati addirittura a minori con visite al Bambin Gesù effettuate nel 2008, ma allora fu pagato il ticket; visite ai consultori ma nessuno dei responsabili chiese al paziente di pagare e visite relative al 2010 che non sono mai state prenotate né effettuate. Questi sono solo alcuni casi clamorosi che abbiamo accertato con l’associazione Assotutela e che si sono verificati a seguito degli oltre 235 mila avvisi bonari.

Con Assotutela avete predisposto un modello per effettuare immediato ricorso, come funziona?

I cittadini raggiunti dalle cartelle pazze possono scaricare il modello dal mio sito internet o chiedermelo via mail all’indirizzo [email protected] per opporsi alla richiesta di pagamento ticket sanitari avanzati dalla Regione Lazio. Una volta compilato deve essere inviato agli indirizzi presenti in fondo all’avviso bonario ricevuto. A questo modello si possono naturalmente aggiungere le ulteriori specifiche che che si riterranno opportune e che riguardano il caso allegando anche i documenti comprovanti l’eventuale errore della Regione Lazio.

Questo modello di ricorso non garantisce, se non sussistono gli elementi sui rispettivi avvisi bonari, che la Regione Lazio accolga la vostra richiesta. Politicamente sto chiedendo che tutti gli avvisi sospetti vengano annullati soprattutto se il cittadino presenta un ricorso.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Un giorno ha pensato che SenzaBarcode era il nome giusto per definirsi, poi ha fondato il sito. Qualche tempo dopo voleva una voce, e ha fondato la WebRadio. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

2 pensieri riguardo “Recupero ticket, l’ultimo pasticcio della Regione Lazio

  • 11 Novembre 2015 in 18:12
    Permalink

    Attenzione , tutti rimbalzano l’argomento ma….sarebbe più utile che qualche competente chiarisca QUALI ERANO LE CONDIZIONI per le quali era possibile l’esenzione . Per mio padre di anni 90 e con reddito < 20.000 , io sono convinto che l'esenzione ( che aveva gia dagli anni precedenti al 2009 ) fosse un suo diritto automatico . Suppongo che il cavillo della regione Lazio riguardi NON i requisiti ma l'assenza di una autocertificazione annuale. ( ma tale autocertificazione , coloro che avevano i requisiti precedentemente , non sempre hanno potuto farla !) Claudio , Viterbo

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