Mafia Capitale e dimissioni di Ignazio Marino

Altri arresti, altre dichiarazioni, 416 bis come se piovesse e riunioni private al Nazareno. Qualcuno non mollerà fino a che avrà strappato la fascia a Ignazio Marino. Forse è veramente l’ora di decidere da che parte stare.

Ignazio Marino questa volta non può cavarsela con qualche dichiarazione… Qualcuno sogghigna e bisbiglia tra gli uffici del Campidoglio. Giorgia Meloni rilascia dichiarazioni al vetriolo pregando Marino di evitare a Roma l’onta del commissariamento per mafia e di rassegnare quanto prima le dimissioni. Il M5S in Campidoglio rilascia un comunicato “Questa è l’ennesima prova che il sistema dei partiti è totalmente marcio, ivi incluso il PD romano già commissariato, che governa indegnamente questa città e che è totalmente coinvolto nell’indagine con diversi suoi esponenti. Ora vedremo se Marino, Orfini ed Esposito avranno il coraggio di affermare che la nostra richiesta di dimissioni del Sindaco sia assimilabile alle richieste della mafia”.

Fabrizio Ghera, capogruppo FdI riporta l’attenzione sul punto, a mio avviso, focale “Pronta è arrivata l’autoassoluzione da parte di Marino ma la cosa non sta in piedi, vogliono far credere ai romani di aver fatto cose concrete quando invece hanno proseguito sulla stessa linea che ora contestano”. Perché a poche ore dagli arresti Ignazio Marino dichiara “”No alle dimissioni” perché “la linea amministrativa portata avanti in questi due anni dimostra che veramente stiamo cambiando tutto”. Come se l’ex presidente dell’Assemblea Capitolina e compagno di partito Mirko Coratti, facesse parte della giunta Alemanno, magari insieme a Giordano Tredicine PdL, a Daniele Ozzimo l’ex assessore alla Casa del Campidoglio e Massimo Caprari di Centro democratico.

Ho sentito oggi anche illustri giornalisti che, con faccia imbarazzata e voce tremante, leggevano durante altrettanto illustri TG politici, dei testi assurdi che grosso modo dicevano: “ricordiamo che Ignazio Marino ha cambiato tutto e la mafia non sta più in Campidoglio”, ammetto che un po’ di vergogna per loro l’ho provata perché è lampante che solo le dimissioni del sindaco meno amato d’Italia possono porre fine a questo strazio.

C’è bisogno di un segnale forte ora, immediatamente dal quasi rottamato rottamatore Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Neppure lui ha ancora dichiarato alcunché a proposito degli arresti odierni, dovrebbe essere in riunione con Matteo Orfini e lo stesso Ignazio Marino.

Non c’è bisogno di essere in opposizione e neppure portare nel taschino la tessera di alcun partito di destra per capire che il chirurgo genovese ha ben poche possibilità di salvarsi la faccia. Dimettersi e tornare al voto, rischiando anche che lo stesso PD non lo voglia più tra “piedi”, un po’ come è successo a Spacca ex presidente della Regione Marche che mentre era in carica con la spilletta del partito democratico, posava per i manifesti da candidato di una lista civica, alfaniani e Udc. Renzi in questo momento non può rilassarsi con la Playstation e nemmeno mettere la mimetica per volare in Afganistan, una decisione va presa e ci auguriamo lo faccia tra poco in conferenza stampa. Liquidando Ignazio Marino, Matteo Renzi potrebbe ritrovare un po’ di smalto e mettere in campo una mossa più efficace del “renzino” da ottanta euro.

Franco Gabrielli, prefetto di Roma, che farà? Si prenderà tutto il tempo a sua disposizione -entro la fine di luglio deve decidere le sorti dell’Amministrazione- o considererà opportuno sciogliere il comune per mafia già in queste ore?
Ignazio Marino non ci pensa proprio a lasciare la poltrona da primo cittadino, anche se diserta l’Aula Giulio Cesare e l’Assemblea capitolina e se ai bimbi in protomoteca dice che lui è in realtà un medico e il sindaco è solo un ruolo temporaneo, questa mattina ha dichiarato “Credo che la politica nel passato abbia dato un cattivo esempio. Oggi, sia in Campidoglio che in alcune aree strategicamente molto toccate come Ostia, abbiamo persone perbene che vogliono ridare la qualità di vita e tutti i diritti e la dignità che la Capitale d’Italia merita”.

Io personalmente la storia attuale, Ostia compresa, la ricordo diversamente e, come detto sopra, ci sono i suoi uomini indagati per mafia e sui quali pende una condanna al 416 bis.

Gli attori di questa triste sceneggiata chiamata “Mondo di Mezzo”, da Buzzi a Carminati, passando per Gramazio e Ozzimo finendo con Coratti, hanno tutti a che fare con la Giunta attuale, quella che Ignazio Marino sta guidando tra una pedonalizzazione e un logo a pallini.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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