Landini in piazza del Popolo, Unions fa la forza

Con Landini in piazza del Popolo. Bandiere rosse e Unions, insieme per contrastare il Governo Renzi e riappropriarsi di lavoro e dignità

Scontato fare le differenze, piazza del Popolo del 28 febbraio e quella del 28 marzo, Salvini e Landini riempiono con, grosso modo, gli stessi numeri. Cambiano ovviamente i colori, verde e rosso però hanno lo stesso principio, dire basta al governo Renzi.

Jobs Act, articolo 18, precari, partite iva, emergenza casa, tanti gli argomenti trattati dal palco di Unions. Il corteo sfila ancora quando in Piazza del Popolo, già gremita, si susseguono gli interventi, si parla di disagi, di vergogna e di dignità. Di tutto quello che sta unendo i presenti sotto ad una stessa bandiera, quella della FIOM e di Landini, quella di Unions.

internaMi fa sorridere chi si domanda se scenderà in politica, come se stare in testa di migliaia a persone, coinvolgerle in un programma, creare una coalizione sociale e battersi per quel che si ritiene giusto, contro delle ingiustizie, non fosse politica!

Come sempre in queste occasioni mi focalizzo sulla piazza, SenzaBarcode è nato per fornire spunti di riflessioni diversi e non omologati, restituirvi l’ennesimo taglio d’intervento da 3 minuti sarebbe come effettuare un copia e incolla sterile. Nel video c’è la piazza, Unions. E’ stato quantomeno curioso vedere, mentre Landini parlava di persone costrette al lavoro “in nero” o per pochi euro l’ora, una mezza dozzina di venditore di bottigliette d’acqua, bibite e panini che s’aggiravano tra le bandiere cercando di soddisfare la grande richiesta di assetati. Anche la bancarella coi souvenir di Roma non mancava.

E’ questa è la realtà, questa è l’Italia che abbiamo a disposizione, questo il mondo del lavoro che per carrettiLandini non è una merce di scambio ma la base su cui costruire, questo è il Paese di Renzi che per il leader della Fiom, sta facendo peggio di Berlusconi perché ha tolto l’articolo 18. Il cavaliere, davanti alle proteste dei sindacati fece un passo indietro, l’attuale premier non ha guardato in faccia nessuno. In piazza c’è anche Fassina e altri che non hanno votato il Jobs Act.

Incontro un’insegnante marchigiana che mi dice “noi vogliamo riprenderci quello che c’è stato tolto in questi anni, quindi un ritorno al sindacato e che i lavoratori si uniscano insieme per difendere quello che ci stanno togliendo sia nel mondo del lavoro privato, sia in quello pubblico, il senso della manifestazione è questo. Unire i padri che vengono messi contro i figli, unire i precari che vengono messi contro i lavoratori a tempo indeterminato, unire i disoccupati insieme a chi un lavoro lo ha”.

Altri ragazzi arrivano dalla Sicilia, mi dicono che hanno fatto tutta quella strada per “manifestare e difendere i diritti dei lavoratori, cosa che stanno eliminando giorno dopo giorno… Se pensiamo alla Fornero che ha fatto la legge sulle pensioni dicendo che oggi ci vogliono 43 anni di contributi, sta prendendo in giro tutta l’Italia. Oggi è impossibile raccogliere 43 anni di contributi. Io vorrei vedere un’infermiere che spinge a 70 anni una barella, vorrei vedere un camionista che a 65/70 anni ancora porta il camion perché deve raccogliere gli anni di contributi, un ragazzo che lavora agli alti forni vorrei vedere come resiste a lavorarci per 43 anni… e vorrei vedere queste aziende in Italia oggi che riescono a resistere per 43 anni e mantiene il lavoro per 43 anni ad un lavoratore…”

Nel video le interviste integrali e Unions, la piazza.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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