Bilancio romano maxi emendamento scontenta tutti, o quasi

Un maxi emendamento e il bilancio viene approvato, un déjà vu che scontenta quasi tutti. Ne parliamo con Ghera, Rossin e Cozzoli.

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino ne è fiero e dichiara esultante che è in atto un “cambiamento straordinario”; credo che se dico che stavolta il 90% dei romani la pensa come lui, potrei non sbagliare, ma sospetto che non siano uguali che non siano uguali le motivazioni che spingano il primo cittadino a pensarla come tutti i secondi. Partiamo questa breve analisi del maxi emendamento da questa frase: cambiamento straordinario.

Puntualizziamo che il maxi emendamento, formato da 72 pagine di variazioni economiche e finanziarie proposte dalla Giunta Marino, approda in Aula Giulio Cesare il 27 marzo alle 17.15, l’opposizione ha 15 minuti per leggerlo e proporre eventuali emendamenti perché si vota alle 17.30. Già questo basta ad indicare che non c’è scampo, il maxi deve essere approvato. Prevede una serie di tagli e omissioni che restituiscono una cifra da capogiro. Da un’Ansa “Si tratta di una manovra da 6,3 miliardi di euro, con 310 milioni di tagli e 119 milioni di investimenti. Tra le novità più importanti la riduzione della tassa dei rifiuti dell’1,5% e l’aumento della ‘coperta’ di esenzione dall’addizionale Irpef: 613mila romani non la pagheranno”. Il risparmio è cosa buona e giusta, ma dove sono realmente i tagli?

Cercando di analizzare i molti punti e le 72 pagine, iniziamo oggi parlandone con Fabrizio Ghera capogruppo FdI-AN, Dario Rossin, vice capogruppo FI e Ignazio Cozzoli di Alleanza popolare nazionale.

Onorevole Ghera

“Il maxi emendamento di Giunta, documento estremamente delicato e corposo, vi è stato sottoposto direttamente in Aula con l’obbligo di visionarlo, proporre eventuali emendamenti e votarlo, il tutto in circa 15 minuti questo comportamento sembra decisamente poco collaborativo e autoritario, ammesso che sia consentito, questa fretta a cosa è dovuta”?
Risponde “La sinistra pensa di essere in un’assemblea di condominio anziché in Aula Giulio Cesare, e sul maxi emendamento piombato dall’alto sono stati dichiarati inammissibili migliaia di emendamenti presentati dalle opposizioni. Di fatto questa manovra di bilancio resta un documento carente, fatto di tasse e tagli, con gravi ripercussioni sul sociale e sulla cultura, un provvedimento ‘sforbiciata’ che colpisce le fasce più deboli della città e che non tutela le famiglie romane, gli anziani e i lavoratori”

Onorevole Rossin

“A Roma la questione rifiuti è ormai una piaga che sembra non trovare mai una soluzione, tra le novità più importanti di questo bilancio però abbiamo finalmente una riduzione del 1,5% sulla tassa della TARI, inoltre sono previsti finanziamenti ministeriali e regionali per la promozione e lo sviluppo della raccolta differenziata. Questo significa che pagheremo meno ed accettiamo favorevolmente la notizia, ma si riuscirà a “ripulire” letteralmente Roma e ad avere un servizio efficiente“?
Risponde “Se chiediamo a un romano o a un turista di descrivere la nostra città in termini di pulizia e decoro, purtroppo sia il primo sia il secondo diranno che Roma è sporca. E’ questa la verità, in questi due anni di consiliatura Marino c’è stato un netto peggioramento della situazione. Basta citare l’episodio dei maiali che a Boccea grufolavano nell’immondizia per avere la misura di una situazione ‘democratica’, nel senso che accomuna il centro e la periferia. Non ci facciamo ingannare dall’abbassamento della Tari che segue però i rincari dello scorso anno che hanno messo Roma in cima alle città con la maggiore pressione fiscale d’Italia, tanto più a fronte di un servizio generalmente scadente. Ricorda un po’ quel negoziante disonesto che prima dei saldi aumenta i prezzi della merce per poi scontarla ma senza effettivi risparmi per il cliente. Fa poi sorridere l’annuncio del sindaco di volere portare la raccolta differenziata al 50% entro fine anno. Pura fantascienza! In generale, il bilancio che la maggioranza ha voluto approvare taglia risorse dalla sicurezza, alle politiche sociali, alla cultura, e getta sul lastrico intere famiglie di lavoratori delle municipalizzate che verranno licenziati. Il tutto aumentando, ad esempio, le rette degli asili nido e diminuendo i servizi per i romani. Una pietra tombale sullo sviluppo della Capitale”.

Onorevole Cozzoli

“Vorrei sapere cosa pensa della scelta contenuta nel maxi emendamento di Giunta, approvato con 29 voti favorevoli e 9 contrari, di dedicare aumenti di spesa per asili nido in convenzione e in concessione quando invece è prevista la riduzione dello stanziamento relativo ai proventi degli asili nido pubblici di 5.000.000,00 € a seguito approvazione emendamento proposta 8/2015.”
Risponde “L’aumento della dotazione per gli asili nido convenzionati deriva dalla necessità di rafforzarne l’offerta in quanto il costo del servizio convenzionato è per Roma Capitale, notevolmente inferiore rispetto ai posti gestiti in house. Un bambino nei nidi convenzionati costa € 715,00 al mese a fronte di oltre 1500 in un asilo del Comune. La realtà dei fatti è che il Comune non è in grado di affrontare l’enorme richiesta di posti negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, soprattutto in municipi caldi come il X, e quindi ha deciso di abdicare ad una progressiva privatizzazione del servizio

Sheyla Bobba

Classe 1978. Un giorno ha pensato che SenzaBarcode era il nome giusto per definirsi, poi ha fondato il sito. Qualche tempo dopo voleva una voce, e ha fondato la WebRadio. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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