Deliberiamo Roma. La città è di chi la abita, non di chi specula

Arresti mafia, deliberiamo Roma: pratiche e delibere popolari, un’altra città è possibile. Comunicato Stampa

“L’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno indagato per associazione mafiosa”, “l’ex ad dell’Ente Eur Riccardo Mancini arrestato per lo stesso reato”, insieme al “terrorista nero Massimo Carminati” per complessivi 37 arresti, fra cui altri nomi “eccellenti”. Quanto apprendiamo dalla cronaca di ieri, notizia che segue l’inquietante speronamento di poche settimane fa in pieno centro di Roma dell’auto del giornalista dell’Espresso Lirio Abbate, è il risultato più evidente di una politica infame che da anni sta distruggendo la nostra città.

Sulla pelle degli abitanti si sta giocando una partita vergognosa: mentre si susseguono i distacchi dell’acqua fino a 1000 al giorno a famiglie e interi condomini, mentre arrivano gli sfratti agli abitanti delle case popolari che il decreto Lupi costringerebbe a sradicarsi dai luoghi di vita e di relazione, mentre si tagliano più di 20 linee di autobus con la scusa di arginare il buco miliardario prodotto proprio dalla gestione Alemanno, l’ordinanza del gip denuncia “l’esistenza di una organizzazione criminale di stampo mafioso operante nel territorio della città di Roma”, “per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione e il controllo di attività economiche, di appalti e servizi pubblici”.

Denunce e inchieste che da anni centri sociali, comitati e associazioni che producono cultura e welfare attraverso pratiche quotidiane, dai doposcuola agli sportelli informativi per la casa, i servizi, il lavoro, dalle biblioteche ai teatri autogestiti stanno raccontando all’intera città, dimostrando come sia possibile un’altra gestione di Roma, partecipata, virtuosa e felice.

La stessa idea di città che Deliberiamo Roma ha tradotto nelle cinque delibere presentate a luglio con le firme di 40.000 cittadini, e che oggi l’emergere di questi incredibili fatti impone che il consiglio comunale assuma senza ulteriori ritardi assumendo con esse quel modello di città come bene comune, girando così definitivamente pagina su gestioni privatistiche i cui risultati sono ora sotto gli occhi di tutti.

La città è di chi la abita, non di chi specula: lo scriveremo su tutti i muri e lo ripeteremo in piazza il 13 Dicembre, accanto alla rete per il “Diritto alla città”.

SenzaBarcode Redazione

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