Come restare vedove senza intaccare la fedina penale

Intervista a Serena Bilanceri, una delle 4 protagoniste dello spettacolo Come restare vedove senza intaccare la fedina penale. In scena fino al 30 novembre al Teatro Due di Roma

Intervistare Serena nella giornata contro alla violenza sulle donne potrebbe sembrare quasi macabroda parte mia ma è un caso, anche se Serena Bilanceri con Beatrice Aiello, Camilla Bianchini, e Stella Saccà, propongono uno spettacolo dove si tratta anche la violenza sulle donne, l’insoddisfazione, l’infelicità e tutto l’universo femminile di 4 donne accomunate dalla sofferenza e da un piano diabolico, con estrema intelligenza ed un pizzico di ironia.

Il testo è stato scritto da Stella Saccà , successivamente rivisto con l’occhio e il tocco maschile di Luca Manzi e prodotto da Associazione Culturale Gocce di Scena.  In una intervista Stella dice “il testo nasce dalla volontà di far salire sul palco le mie amiche donne, me compresa, ed è poi diventata la volontà di rivendicare il senso di solidarietà femminile che secondo me ancora nella vita reale si fa fatica a trovare…” Mentre Luca Manzi ha dichiarato “Come restare vedove senza intaccare la fedina penale è per me un viaggio affascinante nell’universo misterioso delle relazioni tra donne un mondo con cui sin dall’infanzia per forza di cose mi sono dovuto confrontare (ho cinque sorelle), ma di cui a oggi non capisco molto…”

Serena Bilanceri, divisa tra la sua Toscana e Roma, attrice ma anche pittrice e modella, racconta i punti salienti dello spettacolo e lo fa con un sorriso smagliante e voce ferma e sincera, segno che ama lo spettacolo che sta interpretando e rispetta il delicato tema dei rapporti matrimoniali, la fine dell’amore e le tante frustrazioni.

Non ci resta che vedere la nostra intervista nella splendida piazza Venezia e andare al Teatro Due Roma – Vicolo dei due Macelli, 37 – fino al 30 novembre, dal martedì al sabato alle 21, la domenica alle 18.

 

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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