Flash Roma: Atac, duo Marino Improta in Procura

Su Atac Antonello Aurigemma “duo Marino Improta in Procura? Si saranno arresi…”

«I cittadini romani hanno accolto con enfasi la notizia dell’arrivo presso gli uffici della procura a piazzale Clodio del duo Marino Improta, in quanto molti di questi pensavano che i due avessero finalmente deciso di arrendersi per i reiterati “reati politici” compiuti contro Roma. L’accanimento terapeutico che i due stanno perpetrando con questa amministrazione contro la città ha infatti dell’incredibile.

Evidentemente la memoria di Marino Improta deve avere qualche lacuna. Gliela colmiamo noi. Il lodo arbitrale si riferisce ad un appalto affidato da Atac a Tevere Tpl quando il sindaco di Roma era Veltroni.

I maggiori oneri prodotti si riferiscono al mancato pagamento della revisione dei prezzi e degli ausiliari del traffico nel quadriennio 2004 – 2008. Una polpetta avvelenata predisposta da quella giunta che aveva permesso di procrastinare il pagamento degli oneri contrattuali riferiti a quel periodo a dopo le elezioni.

Marino dovrebbe sapere che, a conferma di questa evidenza, nella gestione commissariale – che interessa gli anni di Veltroni – sono inserite parte delle risorse destinate al pagamento proprio di questi oneri.

E ancora. La decisione di procedere con un arbitrato, così come la scelta degli avvocati e degli arbitri è stata presa dalla maggioranza di centrosinistra guidata dall’allora sindaco Veltroni che guarda caso è la stessa che sostiene, con difficoltà, l’attuale sindaco Marino.

La precedente giunta, oggi tirata in causa dal duo Marino Improta, si è semplicemente e unicamente limitata a impugnare, tramite l’avvocatura capitolina, il contenuto del lodo ritenendolo non dovuto.

Se da maggio 2013 l’assessore Improta si fosse dedicato, con i suoi avvocati, alla difesa di Atac in giudizio anziché procedere alla stesura di un atto attuativo per oltre 100 milioni di euro, forse l’azienda non si sarebbe trovata oggi nella situazione drammatica in cui versa.

Ricordo ancora, per onore di cronaca, che la gestione Veltroni ha lasciato Atac in una situazione di tale dissesto da rendere necessaria una ricapitalizzazione societaria per circa 500 milioni di euro e la presa in carico, da parte di Roma Capitale, dei mutui stipulati dall’Azienda con Cassa depositi e prestiti.

Sarebbe stato sufficiente che l’assessore Improta, e il suo avvocato Sciaudone, avessero affrontato la questione e comunicato all’amministrazione la problematica il giorno in cui è uscita la sentenza, a giugno scorso, magari con la stessa celerità con la quale ha stilato il suo atto attuativo ad agosto dello scorso anno.

Ancor peggio, però, è avvenuto in Atac, che ha ricevuto la notifica del decreto ingiuntivo circa 60 giorni fa e che, vista la scarsa presenza del suo Amministratore turista, ha comportato oggi il pignoramento dei conti bancari dell’azienda. Stupisce il giusto visto che l’Ad è lo stesso che è riuscito a far abilitare il personale di Metro C solo pochi giorni fa e non entro la data di apertura della linea l’11 ottobre scorso.

Invitiamo quindi i consiglieri comunali di maggioranza, che sappiamo essere persone dedite, attente e con senso di responsabilità verso Roma e cittadini ad invitare Marino e Improta a concentrarsi sull’amministrazione e smetterla di tentare di scaricare le propria sciatteria e incompetenza sulla passata giunta di centrosinistra».

SenzaBarcode Redazione

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