“Sei Grasso” 14enne rischia la vita a Napoli

“Sei grasso”. E’ questo il motivo per cui un ragazzo di appena 14 anni rischia la vita. Una violenza inaudita, compiuta su di lui da ragazzi di 24 anni lo ha fatto finire in ospedale a Napoli.

La triste vicenda ha riempito i titoli dei giornali in questi ultimi giorni.

Un ragazzino di 14 anni, aggredito dal branco a causa dei suoi chili di troppo. Una violenza inaudita ha rischiato di uccidere un ragazzino, aggredito e seviziato con un compressore ad aria compressa, che gli ha bucato l’intestino e obbligato i medici alla rimozione del colon.

In un mondo ormai basato sull’estetica essere in sovrappeso può diventare una condanna a morte. Può portare 4 stupidi ragazzi, ormai più vicini ai 30 che ai 18, ad aggredire, insultare, inveire e seviziare un ragazzino, con 10 anni meno di loro. “sei grasso” è l’unica parola trapelata nella cronaca.

I genitori dell’aggressore fermato con l’accusa di tentato omicidio parlano di uno “scherzo” finito male.

Come pretendiamo quindi che queste persone, appartenenti alla nostra società, con un diritto di voto uguale al mio e al vostro, siano in grado di capire la differenza tra bene e male, tra scherzo e violenza, tra insulto gratuito e tentato omicidio?

I ragazzi di Pianura non hanno esitato un momento, hanno visto un “bambino” di 14 anni in sovrappeso, lo hanno insultato, gli hanno sputato addosso quel “sei grasso“, senza fermarsi a questa coltellata morale. Hanno forse pensato che sparargli dell’aria compressa nello stomaco lo avrebbe gonfiato ancora di più. Volevano farlo sentire un maiale, e non hanno esitato a riprendere la scena. Più ripenso a questo episodio e meno trovo il collegamento con uno scherzo. Chi si sarebbe mai messo a ridere davanti ad una scena del genere?

Non è bullismo, come giustamente ha dichiarato il garante per l’infanzia e l’adolescenza Spadafora, è una vera e propria violenza.

Posso solo immaginare cosa abbia provato quel ragazzino in quel momento, con quel “sei grasso” che gli riecheggiava nella mente, magari sentendosi in colpa per quel panino mangiato qualche ora prima, qualche giorno prima.

La riabilitazione di questo ragazzo non si limiterà alla sua salute fisica, anche se tutti noi ci auguriamo che si rimetta presto, ma si protrarrà al suo spirito, alla sua mente. Chissà per quanto tempo rimbomberà nella sua mente quel “Sei grasso” e tutti gli altri insulti che noi non conosciamo. Magari penserà di averlo meritato, e collegherà il cibo al dolore.

A 14 anni, nel pieno dello sviluppo psicofisico, cosa penserà quando sentirà parlare di ciò che gli è accaduto come “bullismo” o come “un gioco finito male”?

Siamo tutti responsabili di questo tentato omicidio, la nostra società è responsabile di quel “sei grasso“. Lo è la moda, la pubblicità, la televisione. Noi che accettiamo che i negozi per adolescenti siano sempre più pieni di taglie 38 e che altri partano specificatamente dalla 46. Come se dalla 44 in poi si fosse diversi, meritevoli di negozi a parte, facenti parte della società “sbagliata”. Lo siamo anche per il dilagare dei fast food, per le pubblicità del cibo precotto spacciato come salutare e per il tempo che passiamo a cercare la perfezione fisica, trascurando quella morale.

Questo non è un inno al grasso è bello, ritengo che comunque il peso forma sia giusto e utile per la salute di ogni individuo, ma reputo che chi non riesce, per volontà o per problemi patologici, ad essere fisicamente perfetto meriti lo stesso rispetto di chi entra nella sua 42 e sorride felice al resto del mondo.

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

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