Democrazia 2.0; la politica ai tempi di twitter

La “democrazia” 2.0, quando si accetta il parere degli altri, solo se fa rima con il nostro. Storia di un’aggressione ai tempi di twitter.

Stasera, girovagando su twitter mi sono imbattuta nell’ennesimo attacco targato M5S.

Una mia amica, calabrese come me, anarchica, e sicuramente NON affiliata al PD, ha avuto la cattiva idea di scrivere questo tweet:

#Grillo:”#ForzaItalia con noi per #impeachment”. #taralluccievino,

Un tweet un po’ forte, è vero, ma diciamo la verità, i toni di Grillo e della sua democrazia 2.0, spesso e volentieri sono ben peggiori di questo.

Tanto però è bastato a scatenare l’inferno.

Nome pubblicato tra gli “archivi grillini”, con tanto di minacce, attacchi alla persona e insulti sessisti.

Eppure la mia amica è una donna normale, una madre, un’amica. Non è il presidente della Camera, non si chiama Laura Boldrini e non ha lo stipendio dei parlamentari, anzi…

Non ha accettato leggi ad hoc per la casta, non ha votato proposte di legge contro il popolo italiano, né gira in auto blu. La mia amica ha solo il brutto vizio di dire ciò che pensa, con la passione degna di ogni calabrese e con l’amore – che lei mai ha negato – verso un’Italia, che tra Pdellini, Pdiini e Grillini, è in qualche modo ancora nostra, di gente “esclusa”, non omologata, senza marchio – e senza Codice a Barre-

Eppure, è bastato un tweet contro Grillo per far scatenare gli scagnozzi della democrazia 2.0. Un semplice pensiero, un’idea di una persona comune, di un cittadino come “loro”.

E questa democrazia 2.0? Questo nuovo modo di fare democrazia dov’è?

Non ha poi così torto allora Laura Boldrini quando li definisce degli esaltati. Non ho poi così torto neanche io quando dico che la politica è altro, non è una bagarre in un luogo come il Parlamento né un urlo continuo.

Ha iniziato Berlusconi a portare i “tifosi” in politica, e si è arrivati a questa democrazia 2.0. Non si parla di simpatizzanti di un partito, ma di “seguaci”. Non si parla più di segretario, o di leader, ma di santoni. Chiunque provi a criticare il “verbo” passa rispettivamente dall’essere un comunista, fascista, amico del PD, del PDL, del Papa, della kasta, ecc. ecc. ecc.

Chi non concorda con loro, con la loro democrazia 2.0, vede sbattuto on line il proprio nome e cognome, il luogo di residenza, e tutto ciò che può servire a rendere riconoscibile e alla mercé di qualsiasi pazzo, esaltato e maniaco.

 Eppure io ricordo che la politica, quella fatta bene, quella di gente per bene, era fatta di dibattiti – non di battute da bar – di confronti – non ti tweettate o di blog- di parole, e soprattutto di persone, vere, non di troll o di account!

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

15 pensieri riguardo “Democrazia 2.0; la politica ai tempi di twitter

  • 12 Febbraio 2014 in 20:53
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    il tweet verrebbe attribuito a Grillo che avrebbe detto: ” Forza Italia con noi per l’impeachment”.
    tarallucci e vino per dire invece che se ne sono dette di ogni, e ora invece inciuciano insieme. Spero di aver tradotto bene. Per quanto riguarda il ” po’ forte ” beh, da una parte ho provato ad immedesimarmi nei panni di un sostenitore del movimento, che magari può sentirsi offeso da questa associazione… dall’altra, ovviamente c’era un po’ di ironia. Domani uscirà comunque un articolo in risposta alle varie mail e ai vari commenti. Grazie mille per il commento antonio.

  • 12 Febbraio 2014 in 20:40
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    ridete pure di me maio questa cosa non la capisco :#Grillo:”#ForzaItalia con noi per #impeachment”. #taralluccievino,..Perché sarebbe un po’ forte? Perché sarebbe una critica a grillo? Insomma,questo “linguaggio ” twittiano,si può tradurre in italiano corrente? Grazie mille.

  • 11 Febbraio 2014 in 20:56
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    ma grazie mille!
    questo è davvero un bel commento… grazie luca

  • 11 Febbraio 2014 in 20:49
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    In Italia iniziarono così le leggi raziali e il ventennio……con la violenza psico-fisica-verbale…..il resto è storia scritta ovunque ma dimenticata dai tanti. A noi persone come la tua amica fanno solo che comodo, servono a far aprire gli occhi ai dormienti, e le blogger come te servono a far pace con la stampa in genere, brava.

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