Spring Awakening: intervista ad Emmanuele Modestino

Continua il nostro viaggio in Spring Awakening, raccontato attraverso i protagonisti: abbiamo intervistato il chitarrista della band, Emmanuele Modestino.

Dopo le trionfali date di fine anno a Torino e a Roma, Spring Awakening torna ad infiammare i palcoscenici dei maggiori teatri italiani, approdando a Lucca per la data del 21 gennaio. In occasione del ritorno nei teatri dello spettacolare musical tratto dallo scritto di Frank Wedekind, abbiamo intervistato uno dei musicisti della band che, dal vivo, suona i pezzi del musical, il chitarrista Emmanuele Modestino.

Qui la presentazione ufficiale di Spring Awakening.

Durante il corso della tua carriera musicale hai cambiato spesso il tuo “punto di focus”: prima la batteria, poi il basso ed, infine, la chitarra. Pensi che, nonostante i cambiamenti, le tue esperienze precedenti a quella chitarristica ti abbiano in un certo senso aiutato a perfezionare quella che, alla fine, ha rappresentato la tua vera vocazione?
Si, sono tutti piccoli tasselli che hanno formato il mio modo di vivere la musica e di suonarla,allargando il mio punto di vista musicale a 360°. Questo mi ha aiutato molto nel capire gli arrangiamenti e le scelte stilistiche non solo dal punto di vista chitarristico ma dal punto di vista della composizione.

Prima di entrare nel mondo di Spring Awakening hai preso parte a numerosissimi progetti musicali. Cosa hai imparato da tali esperienze a livello umano e professionale?
La cosa più importante che ho appreso è la capacita di adattamento, ambienti e persone sempre diversi richiedono una buona elasticità caratteriale. Dal punto di vista professionale le esperienze che ho avuto mi hanno aiutato a capire come muovermi nel mondo della musica: fai bene, e nel minor tempo possibile perché il tempo costa! Non sempre si ha a che fare con persone con le quali si ha un buon rapporto umano e questo richiede una forte stabilità emotiva per evitare di farsi travolgere dalle emozioni.

Spring Awakening mette in mostra la sua musica a tutto tondo, con una band che si esibisce dal vivo insieme agli attori. Quali sono i vantaggi scaturiti da questa interessante scelta stilistica? Credi che sia un esperimento fattibile anche per altri musical futuri?
Una scelta stilistica molto singolare, quasi sempre un musical con band dal vivo vede i musicisti in secondo piano, nascosti da un tulle o addirittura dietro, sotto o a lato palco. La scelta di Spring Awakening di portare la band sul palco aggiunge un valore a questa, rendendola parte integrante dello spettacolo anche dal punto di vista scenico. Questo crea una linea emotiva forte con il cast che avendo la band alle spalle come se fosse un concerto rock genera un’energia supplementare che travolge il pubblico con ancora più forza. Non so se in Italia rivedremo una formazione simile, sinceramente credo di no, ma la speranza come sempre è l’ultima a morire.

Quali generi ed artisti musicali hanno influenzato principalmente il tuo stile?
La mia prima passione è stata la musica rock-prog, ma è stata solo una parentesi durata molto poco, la musica che mi ha veramente rapito e innamorato è il trip-pop e l’alternative rock (Lali Puna, Radiohead, Röyksopp, Björk, etc. Ultimamente sto scoprendo una passione per la musica Texana e Messicana soprattutto dal punto di vista chitarristico, un genere e uno stile che mi era completamente estraneo e che ora sto pian piano esplorando.

Per chiudere, parlaci un po’ della tua esperienza attuale con i Tamales de Chipil: quali sono i vostri progetti per l’immediato e per il futuro?
Un’esperienza interessantissima che mi ha fatto scoprire una musica che conoscevo appena, è in lavorazione il disco che uscirà nel 2014 preceduto da due singoli che saranno in uscita a breve. Uno dei due singoli è in collaborazione con i Panteòn Rococò (gruppo musicale messicano). Per il 2014 è previsto un tour in Messico ma le date sono ancora da definire.

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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