Polverini ed altri pensieri paradosso. Politica, realtà e Giustizia.

L’impercettibile giustezza dell’essere, che sia Politica, realtà o giustizia

La sera -o notte inoltrata, a seconda dei casi- è il tempo dei pensieri, è inevitabile. Bisogna arrivare a letto stravolti di fatica o ammuffiti di tv per raggiunger presto il meritato riposo di giornate tanto uggiose. E, bisognerà pur ammetterlo, si deve metabolizzare anche un po’ di quella rabbia accumulata durante il giorno, prima di concedersi alle braccia di Morfeo.

Polverini ed altri pensieri paradosso. Politica, realtà e Giustizia.

In questo Paese da paradosso, in cui tutto non è quel che sembra, ma spesso molto molto peggio, accade di vedere ambulanze ferme davanti ai pronto soccorsi con il personale a terra che beve caffè e fuma sigarette. La riscossa dei fannulloni, verrebbe da dire. Anche, forse. Ma a guardar dentro ci si trova gente, sulle barelle delle ambulanze a riposo. Loro, i barellati, aspettano pazientemente di poter accedere al pronto soccorso, troppo affollato da altri barellati in attesa di un posto in reparto o semplicemente di essere finalmente visitati. Gente molto paziente questi pazienti, rassegnati ad attese infinite in reparti che guarda caso fanno di cognome Emergenza ma di nome Soccorso non proprio Pronto.

Sora Renata, al secolo Renata Polverini (divenuta Renatona nazionale per sopraggiunta elezione a deputato) di pazienza sembra invece averne ben poca. Sere fa, a cena con amici e commilitoni di partito, è stata intercettata da un gruppo di contestatori che avevano ben pensato di dimostrare la propria contrarietà interrompendo con urla e strepiti la di lei cena in un ristorante del centro. Confusa e frastornata la Signora ha dovuto ben presto lasciar posate e boccone, perché tutto può andar di traverso se qualcuno ti urla in faccia mentre mangi. Allontanati finalmente i facinorosi dopo un accenno di accapigliamento, il fattaccio rimane. Anche perché nel frattempo tutto l’accaduto era stato debitamente filmato e pubblicato in rete, rivelando anche il viso contrariato dell’ex-governatrice momentaneamente interdetta dalla cena. Polverini e commensali pare non abbiano inizialmente voluto render pubblico l’accaduto, per non esasperare ulteriormente gli animi. Ma giacché i facinorosi furiosi hanno pubblicato essi stessi il video, esprimersi sull’accaduto è diventato ovviamente d’obbligo. E così in men che non si dica un’indignazione profonda ha subito percorso l’anima raffinata e libertaria dei partiti di centrodestra, ben evidenziata dalle ferme condanne al fattaccio, sintomo evidente di una degenerazione politica e civile della sinistra, espresse da galantuomini rinomatamente pacifici e dall’eloquio elegante quali i signori Alemanno, Storace e Brunetta.

Mangiare, e mangiar bene se possibile, rientra forse tra i diritti più inalienabili dell’umana stirpe, così a mezz’aria com’è tra funzione primaria di sopravvivenza ed edonismo del piacere più gaudente. Interrompere qualcuno che si appresta a mangiare, tanto più se in buona compagnia e in un ristorantino elegante, è un atto certamente dispettoso e forse un po’ vile. Farlo per quella che si giudica una buona causa, nello specifico manifestare il proprio dissenso contro la famigerata Marcia per la Vita, può forse velare il tutto di un’aurea idealistico-eroica fornendogli uno scopo ben preciso. Ma non è questo il punto. L’amazzone urlante-insulti protagonista indiscussa del video in questione, accenna appena ad un argomento interessante: la Sanità. Per la Regione Lazio, Sanità è una brutta parola che rimanda ad anni di gestione scellerata e ad un buco nero di debiti senza fine. L’emergenza pare stia rientrando, forse, attraverso un sanguigno piano di tagli lineari che in questo caso fa rima con riduzione esasperante dei posti-letto e blocco inamovibile del turn-over (ossia carenza cronica di personale). Ed ecco che improvvisamente tutto sembra tornare. La giustizia umana, è storia di questi giorni, anche quando fatica tanto non sempre riesce ad arrivare. E la giustizia divina, parliamoci chiaro, non è affar mio. Eppure nel piatto fumante della signora Polverini lasciato lì a freddare per un’attesa tanto forzata quanto imprevista, mi sembra di scorgere un barlume fiducioso d’ironico contrappasso. Per chi aspetta ore chiuso in un’ambulanza è di certo poca cosa pensare al fastidio che qualcun altro deve aver provato per una cena interrotta, anche se quel qualcuno è tra i più diretti responsabili dell’ingiusta attesa che il famoso barellato sta vivendo.

Ma di questi tempi anche affidarsi all’ironia di un Karma dispettoso, che scambia attesa per attesa quando e come meno te l’aspetti, può far bene alla pelle e all’insonnia. Fiduciosa e divertita, posso finalmente affrontare il letto: giustizia è stata fatta.

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