Giochi di ruolo, turismo e pandemia

Con Eros Simoni, uno dei soci fondatori della “Compagnia della Fenice” parliamo di turismo ludico e giochi di ruolo.

Il gioco di ruolo è quel mondo fantastico in cui i giocatori assumono il ruolo di uno o più personaggi e tramite la conversazione e lo scambio dialettico e seguendo delle regole creano uno luogo e un’ambientazione dove avvengono fatti fittizi per lo più avventurosi. In un articolo pubblicato dal New York Times ed intitolato Escape Your Reality With Role-Playing Games, si parla proprio di questo fenomeno, intensificatosi molto durante la pandemia: “I giochi di ruolo sono sempre stati giochi di nicchia, il che è comprensibile – si legge nell’articolo -. Una partita richiede molto più sforzo e immaginazione rispetto, ad esempio, a Scarabeo. Ma da quando l’incontrarsi di persona è diventato rischioso, questi giochi hanno iniziato a proliferare, attirando nuovi giocatori e ravvivando l’interesse dei veterani”.

In effetti il gioco di ruolo non è di certo un’invenzione della pandemia!

Il più famoso ed iconico di tutti è Dungeons & Dragons il quale ha debuttato negli anni ’70, ad ora stima oltre 20 milioni di giocatori grazie alle traduzioni in molte lingue e oltre 1 miliardo di dollari di vendite di manuali e accessori. Ma dopo il lockdown, il suo successo è decisamente aumentato: lo scorso marzo Roll20, uno dei tanti siti che ospita i giochi di ruolo online, ha avuto un aumento delle visite dell′840%.

In un anno ha aggiunto tre milioni di nuovi utenti a quelli già esistenti, per un totale di otto milioni di utenti. Anche altri siti come World Anvil o Role Gate hanno registrato un aumento similare.

Ma cosa potrebbe spiegare questo boom? Il gioco di ruolo è di sicuro stata un’evasione dalla brutta realtà nella quale ci trovavamo e questa potrebbe essere stato un aiuto per il successo in quanto si è avuto un aumento considerevole di giocatori ed anche di semplici interessati che hanno voluto “provare”. 

Per due anni le famose fiere di settore quali il Lucca Comics, Romics, non sono riuscite a svolgersi; tantomeno i giochi di ruolo dal vivo come Vilegis o altre. Di sicuro si può affermare che la passione per questo mondo crea unione ed il mondo degli appassionati non vede l’ora di ritornare a giocare e a tirare quei dadi ed interpretare il proprio personaggio. Ripartire con le fiere genererà molti utili a questo punto (i numeri parlano chiaro), e noi ce lo auguriamo!

Foto di 11333328 da Pixabay

Ascolta Eros Simoni: turismo ludico e giochi di ruolo

Giulia Vinci

Giulia Vinci nasce a Roma nel 1990, dove attualmente vive e lavora come ricercatrice e responsabile eventi scientifici e di divulgazione culturale del GREAL (Geography Research and Application Laboratory) presso L’Università Europea di Roma. Collabora con numerose attività italiane e straniere, partecipando in sinergia a progetti internazionali di valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale. Ama viaggiare, la storia e…le nuove sfide!

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