Cronaca

ETS, RUNTS e riforma del Terzo Settore

Sempre più vicina la riforma del Terzo Settore e sempre più domande sul Registro Unico Nazionale. Ci aiuta a fare chiarezza l’avvocato Luca Concilio.

Torniamo a parlare di Terzo Settore e della riforma che questo subirà a breve. Tra le novità più importanti di questa riforma vi è sicuramente il RUNTS ossia il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. L’iscrizione è facoltativa, ma è da sottolineare che ha una fondamentale funzione di trasparenza e certezza del diritto, specialmente riguardo ai terzi che entrano in rapporto con gli ETS, ovvero gli enti del terzo settore. 

Attualmente la riforma non si è ancora concretizzata e neppure si conoscono perfettamente tutti i punti del regolamento e la normativa, ma per fortuna esistono degli specialisti e degli esperti che ci possono aiutare a comprendere. Per ogni associazione è vantaggiosa o meno l’iscrizione al RUNTS? Quali sono le azioni da eseguire per essere in linea con le nuove normative? Quali sono gli oneri?

Molte domande sulla Riforma Terso Settore e RUNTS alle quali oggi tentiamo di dare una prima risposta

È con noi l’avvocato Luca Concilio, non solo esperto del Terzo Settore, ma anche vice presidente nazionale di ACSE, Associazione Cultura e Sport per l’Europa alla quale SenzaBarcode si vanta essere affiliata. La prima domanda all’avvocato Concilio è talmente aperta che meriterebbe una conversazione ben più lunga dei 26 minuti che trovate nel podcast a fondo pagina per Disputandum. Alla luce di quello che sappiamo con certezza e con certezza non sappiamo, perché c’è l’esigenza di una Riforma del Terzo Settore?

“… La riforma nasce da un’esigenza” inizia ad illustrare l’avvocato Luca Concilio “che vede la luce in una legge delega del 2016, concretizzatasi poi in Decreti Legislativi nell’anno successivo … per il volere del Legislatore di controllare e porre un freno a elementi risorsivi nell’ambito del no profit…”. Un esempio calzante è il ristorante annesso al Circolo ricreativo che, in realtà, è molte cose fuorché un circolo. Sfrutta le agevolazioni fiscali dedicate ai no profit, essendo di fatto un normale ristorante.

In sostanza, per il principio della trasparenza, il Legislatore vuole conoscere tutti gli elementi della vita dell’associazione per poterle poi concedere una serie importante di agevolazioni.

Una Riforma al Terzo Settore mirata a migliorare la gestione e non a punire le piccole associazioni

Il regolamento, il RUNTS e tutti i passaggi della Riforma del Terzo Settore richiedono degli oneri. In fase successiva si tramuteranno in agevolazioni, ma è facie ipotizzare che piccola realtà possano sentirsi oppresse dalle spese e dalla nuova gestione. Ad esempio l’obbligo di depositare il bilancio può essere demotivante per molti. È non è escluso che per qualcuno possa essere superflua l’iscrizione al RUNTS: per una piccola realtà, costituita da pochi associati e che vive delle sole quote associative, che non ha alcun interessa a collaborare con Enti Amministrativi o prospettive particolari di crescita, potrebbe essere superfluo. Per questo non esiste una risposta corretta in assoluto alla domanda “devo iscrivere la mia associazione al RUNTS?”.

Per quanto riguarda SenzaBarcode stiamo lavorando per essere pronti alla Riforma del Terzo Settore e immediatamente ammissibili al RUNTS

Invito alla lettura dell’ebook Registro Unico del Terzo Settore  della dottoressa Cinzia De Stefanis, dove ben spiega la convenienza ficale e aspetti come il riconoscimento giuridico.

Consiglio di non perdere il secondo appuntamento, domani 29 aprile, con gli Specialisti del no profit, dove troveremo ancora l’avvocato Luca Concilio. In questo secondo appuntamento, potete rivedere il precedente sulla loro pagina Facebook, parleranno di Registro Unico del Terzo Settore: struttura e modalità operative. Per partecipare, gratuitamente, basta iscriversi tramite EventBrite. Affrettatevi perché i posti sono limitati.

Ascolta la conversazione con l’avvocato Luca Concilio

Per chi volesse fare domande può scrivere a info@senzabarcode.it.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Appassionata di comunicazione e informazione fin da bambina. Non ha ancora 10 anni quando chiede una macchina da scrivere come regalo per il sogno di fare la giornalista. A 17 anni incontra un banchetto del Partito Radicale con militanti impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e decide che avrebbe fatto comunicazione e informazione, ma senza tesserino. Diventa Blogger e, dopo un po’ d’inchiostro e font, prende vita il magazine online SenzaBarcode.it Qualche tempo dopo voleva una voce e ha creato l’omonima WebRadio. Con SBS Comunicazione e SBS edizioni si occupa di promozione editoriale e pubblicazione. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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