La storia di Babbo Natale

La figura di Babbo Natale affonda le proprie radici in parte nella stessa religione cristiana, nonché in alcune leggende nordiche, poi tutte confluite nel moderno Babbo.

Per quanto attiene alla religione cristiana, Babbo Natale ha le sue origini nella figura di San Nicola di Myra, protettore dei bambini e patrono della città di Bari, di Amsterdam e di tutta la Russia. Questo importantissimo santo venerato dalla Chiesa e celebrato il 6 dicembre è vissuto a cavallo fra III e IV secolo d.C. in Licia, nell’odierno sud-ovest della Turchia. Fra i suoi molti miracoli, pare abbia salvato dalla prostituzione tre ragazze giovanissime, donando loro dei soldi in un sacco.

Un altro antenato della moderna figura di Babbo Natale è nientemeno che il dio norreno e germanico Odino: fra le molte affascinanti leggende nordiche, infatti, si tramanda quella della caccia selvaggia, una furiosa battuta di caccia condotta nel cielo da Odino, da altre divinità e da valorosi guerrieri caduti; sebbene una parte di tali miti raccontasse che vedere la caccia selvaggia fosse un presagio di sventura e morte, un’altra versione vuole che i bambini dovessero riempire i loro stivali di cibo per sfamare il cavallo di Odino, Sleipnir; Odino, riconoscente, avrebbe in cambio riempito gli stivali di dolci o cibarie.

Un’altra tradizione sempre germanica vuole che un tempo nelle terre teutoniche imperversasse un demone, il classico uomo nero, che rapiva o uccideva i bambini; un uomo buono, identificato talvolta proprio con San Nicola, decise allora di sfidare la creatura e, una volta sconfittala, la costrinse a recarsi di casa in casa per fare ammenda dei propri peccati, lasciando piccoli doni nelle case che aveva visitato in precedenza per rapire i bambini. Tale figura dell’uomo nero, talvolta, è chiamata Krampus o, in alternativa, Belsnickel.

Ancora, in Islanda esistono secondo la leggenda 13 folletti, chiamati jolasveinar, che lasciano un regalo ai bambini buoni per ogni giorno delle due settimane che precedono il Natale, mentre ai cattivi lasciano delle patate

In Svezia una figura di portatore di doni, a cavallo di una capra, è chiamata Tomte o Tomtenisse, che porta doni ai bimbi buoni. In Russia esiste una figura chiamata Ded Moroz, Nonno Gelo, che si muove su una slitta trainata da tre cavalli e porta i doni ai bimbi il 31 dicembre. Infine, senza che questa lista pretenda di essere esaustiva, nelle isole britanniche esisteva una figura tradizionalmente identificata con lo Spirito del Natale, resa immortale da Dickens nel suo meraviglioso Canto di Natale.

Buona parte delle tradizioni appena elencate, cristiane e pagane, sono confluite principalmente nella figura di Sinterklaas, contrazione di Sint-Nikolaas, che altro non è che il nominativo olandese di San Nicola, da cui poi deriva il celebre moderno Santa Claus: Sinterklaas, che ad esempio nei Paesi Bassi è un personaggio tuttora celebre e celebrato, è un vecchio d’aspetto solenne, vestito con abiti religiosi, che arriva per l’appunto a cavallo, come Odino e distribuisce doni. Tale festività, come detto ancora sentita, si celebra fra il 5 ed il 6 dicembre e costituisce nei Paesi Bassi una sorta di anticipazione del Natale per come lo intendiamo noi.

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Pare peraltro che siano stati proprio i pellegrini olandesi, all’epoca delle traversate oceaniche, a portare con sé la tradizione di Sinterklaas nelle Americhe, dove poi si sarebbe sviluppata dando origine al moderno Santa Claus. Proprio uno scrittore americano, Clement Clark Moore, nel 1823 scrisse una poesia nota come A Visit from St. Nicholas o anche The Night Before Christmas, nella quale descrisse il santo anatolico come un vecchio panciuto, barba bianca, vestiti rossi con pelliccia, una slitta trainata da renne ed un sacco pieno di giocattoli, contribuendo a non poco all’identificazione di Babbo Natale con questa figura.

Sempre per quanto concerne l’iconografia di Babbo, nel 1862 l’illustratore statunitense Thomas Nast raffigurò il nostro amato Papà Natale con il tradizionale completo rosso e gli stivali da neve

Per quanto riguarda infine la dimora del buon Babbo, tradizionalmente si sostiene che viva al Polo Nord, inteso come Alaska, Canada, Groenlandia o Lapponia. A Rovaniemi, infatti, capitale della provincia finlandese, esiste il più noto villaggio di Babbo Natale al mondo, che costituisce un’attrazione turistica imperdibile per chi capita da queste parti, al pari dell’aurora boreale.

È inutile dire che la figura di Babbo Natale ha ispirato libri, film, fumetti e racconti semplicemente troppo numerosi per essere elencati in maniera esaustiva, tanto meno in questo nostro breve appuntamento settimanale. Basti però dire che, in fondo, Babbo Natale rappresenta quell’aspetto del Natale caratterizzato dalla gioia per lo scambio di auguri e doni, quella felicità che si prova nello scegliere proprio quel particolare regalo per quella particolare persona che ci sta a cuore. Il nonnino vestito di rosso è dunque un simbolo di generosità e di affetto e, al di là degli aspetti più sfrenatamente consumisti del Natale, è proprio con questo spirito che dobbiamo prepararci, anche quest’anno, a veder calare Babbo giù dal camino.

Possibilmente senza lasciare acceso il fuoco.

Andrea Barricelli

Andrea Barricelli è nato nel 1990 a Roma, dove vive e lavora come avvocato. Appassionato di storia e letteratura, gestisce dal 2020 un podcast dedicato alla prima sulla Webradio SenzaBarcode. Per quanto riguarda la seconda, invece, ha pubblicato un'irriverente parodia dell'Iliade, denominata “Troiade”, con Rupe Mutevole Edizioni, nonché “Dominio e Ribellione” e “Equilibrio e Cambiamento”, editi da CTL Editore nella collana editoriale SenzaBarcode.

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