Architettura sostenibile, Beniamino Di Fusco

Valorizzare, sfruttare e potenziare. La scelta di architettura sostenibile, nelle corti dalla Campania al Lazio. Ne parliamo con Beniamino Di Fusco.

Dal quartiere spagnolo di Napoli al Chiostro del Bramante a Roma, dal velario all’impluvium,  dove la scelta dei materiali è sinonimo di leggerezza, luce e spazio aumentato. Il progetto di EOSS architettura spiegato al microfono di Disputandum dalla architetto Beniamino Di Fusco.

Utilizzare tutti gli spazi disponibili e dove possibile aumentarli, convertendoli in luogo di aggregazione, se pure in questo periodo rispettando il distanziamento sociale. Per una scelta sostenibile ma armonizzata e alternativa.

Il progetto degli architetti Maria De Rosa e Beniamino Di Fusco mira a valorizzare spazi preziosi e socialmente rilevanti sfruttando competenza e tecnica, studio e funzionalità. Personalmente ho potuto godere dell’installazione presso il Chiostro di Foqus nei quartieri spagnoli di Napoli. Una progettazione di altissimo livello che permette, tra le altre cose, il recupero dell’acqua piovana per l’irrigazione di un piccolo orto divenendo pure esperienza didattica.

Di non meno pregio il Chiostro del Bramante a Roma, dove lo spazio diventa espositivo per mostre d’arte e facilmente modulabile per diversi eventi.

Al microfono di Disputandum

“Diciamo che questo progetto è nato quasi per caso, ci hanno invitato a lavorare alla copertura di una corte. La prima sulla quale abbiamo lavorato è quella di Palazzo Caracciolo di Napoli. Da lì in poi ci siamo accorti che l’Italia è un Paese che ha molteplici corti in splendidi palazzi d’epoca che hanno conservato all’interno un volume disponibile a essere utilizzato anche per impieghi diversi da quelli previsti… Abbiamo quindi elaborato una soluzione tecnologica che si è rivelata molto performante. Dal punto di vista architettonico e funzionale”. Illustra così l’architetto Beniamino di Fusco. 

Personalmente ho potuto ammirare l’installazione della EOSS Architettura all’interno della Corte della fondazione Focus nei quartieri spagnoli di Napoli e l’architetto spiega: 

“È un’installazione che ha delle caratteristiche particolari anche rispetto alle altre che abbiamo fatto… All’interno c’è un orto didattico. È una corte di un edificio d’impianto tipico del periodo Rinascimentale che abbiamo coperto con una struttura completamente trasparente, un impluvium che raccoglie l’acqua da uno dei vertici di questa pianta quadrata. Quest’acqua viene recuperata per essere a disposizione dell’ irrigazione dell’orto”.

Posso assicurare che l’impatto è molto forte, sembra un’opera d’arte che prende vita quando, com’è successo a me, la si vive sotto una pioggia battente. Si ha la sensazione di fare parte della struttura vivendo il percorso dell’acqua fino all’irrigazione. Consiglio, a chi si reca ai quartieri spagnoli, di non privarsi della visita al chiostro della fondazione Foqus.

Chiostro del Bramante a Roma

Per restare nella nostra città è sufficiente andare al chiostro del Bramante dove gli architetti Maria de Rosa e Beniamino di Fusco hanno studiato una soluzione che, ancora di più in quello spazio, assume i connotati di opera d’arte 

“È un’installazione veramente molto particolare. C’è una copertura temporanea e rimovibile del Chiostro del Bramante, staccata strutturalmente dall’edificio. Ci sono quattro cilindri telescopici che consentano l’installazione quasi a terra di questa copertura. Un sistema idraulico, di nostra concezione, consente di portare la struttura a quota delle grondaie e raccogliere l’acqua. Come l’impluvium è completamente trasparente e la facciamo convergere verso il centro…”.

Non stupisce quindi che molti turisti credano che la stessa installazione è parte delle opere d’arte spesso in mostra al chiostro del Bramante.

L’intervista all’architetto Beniamino di Fusco continua parlando anche di Comunità Europea e di enti locali. Guarda caso è l’estero che per primo si è accorto di questo progetto. Consiglio l’ascolto del podcast e certamente una visita presso le strutture.

Sostieni SenzaBarcode con una donazione!
La nostra associazione, il sito e la webradio sono totalmente autofinanziati.
Scegli il progetto che preferisci e diventa SenzaBarcode

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

error: Condividi, non copiare!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: