Un piatto di pasta aiuta a dormire!

Nella giornata del sonno, l’Unione italiana food, presenta a Napoli  la ricerca. Firma tecnica di Luca Piretta, nutrizionista e gastroenterologo.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet Public Health. L’Unione italiana food che presenterà a Napoli lo studio, ha affidato a Luca Piretta, nutrizionista e gastroenterologo, membro del consiglio direttivo della Società italiana di Scienze dell’alimentazione, la valutazione tecnica.

Il 15 marzo 2019 ricorre la Giornata mondiale del sonno e questa ricerca si inserisce pienamente nel dibattito. Infatti, la pasta, contiene vitamina B1, fondamentale per il sistema nervoso, che stimola la produzione di serotonina.

Triptofano e Serotonina

“Negli aminoacidi contenuti nella parte proteica della pasta, non parliamo di carboidrati ma di proteine, c’è il triptofano che è l’aminoacido precursore di 2 ormoni importanti nella gestione dell’umore e del sonno. La serotonina è la melatonina”. Ci racconta il dottor Piretta raggiunto telefonicamente da SenzaBarcode.

Entrando maggiormente negli aspetti tecnico-scientifici il nutrizionista ci spiega “il discorso dell’utilità della pasta non è solo legata al triptofano, perché tanti alimenti lo contengono, ma anche un alto carico di carboidrati che stimolano l’insulina, che a sua aiuta all’ingresso nelle cellule, non solo degli zuccheri ma anche delle proteine in particolare del triptofano. Quindi è l’abbinamento tra carboidrati e triptofano che è molto utile per conciliare il sonno”.

Certo, ora non possiamo considerare la pasta un sonnifero, ma può aiutare a conciliare il sonno. Importante è non è cedere nelle quantità.

Quantità e condimento

“Per quanto riguarda le quantità bisogna sempre vedere di chi parliamo. È difficile dare una quantità standard alla popolazione in generale. Dobbiamo considerare se si è maschi o femmine, se si è giovani o anziani, se si fa attività sportiva oppure no, è molto complicato. Diciamo che normalmente una porzione, per un piatto di pasta serale, dovrebbe aggirarsi intorno ai 60, 80 grammi …”.

Ovviamente bisognerà prestare attenzione anche al condimento, un conto saranno 80 grammi di pasta condita con pomodoro e basilico, un valore del tutto differente lo avremmo da un piatto di pasta ai 4 formaggi!

A proposito di ricette e informazioni è un piacere segnalare L’ Almanacco Alimentare 2019, il libro del dottor Piretta scritto a 6 mani con Marco Consentino e Alessandra Gigli.

Spaghettata al prezzemolo!

L’ultima volta che ho incontrato il dottor Luca Piretta eravamo ad un evento organizzato dal Consorzio per lo zampone e cotechino, rimasi molto affascinata dalle proprietà che decantava del prezzemolo.

“Il prezzemolo è effettivamente sorprendente, perché se pensiamo che ha una quantità di calcio superiore a quella del latte e che ha una quantità di potassio superiore di molto a quello delle banane. Se pensiamo al ferro che ne ha addirittura quasi 3 volte più della carne, rimaniamo molto colpiti…” Tutta la spiegazione e i dettagli li trovate nell’intervista a fondo pagina.

Sicuramente non cominceremo a mangiare etti di prezzemolo cercando di bilanciare al meglio la nostra dieta, ma vale la pena studiare una buona ricetta per una spaghettata al prezzemolo!

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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