Cronaca

Violenza nelle scuole “necessarie regole educative”

Ancora violenza nelle scuole Giuseppe Lavenia: «La comprensione deve lasciare il posto a delle chiare regole educative».

«Sono ormai troppi i casi di violenza nelle scuole, tanti da doverci far riflettere sui modelli educativi che i ragazzi hanno a casa e sul loro senso di impunità. Bisogna prendere provvedimenti», sostiene il Presidente dell’Associazione Nazionale Di.Te.

Un nuovo caso di violenza contro un professore a scuola. Stavolta ad Avellino. Uno studente richiamato da un insegnante perché stava scorrazzando nel cortile della scuola con il suo motorino, ha fermato il mezzo e si è avvicinato al docente per colpirlo in pieno volto con un pugno.  Il docente, tramortito dal colpo, è caduto e aveva il volto insanguinato. È stato accompagnato dai colleghi al pronto soccorso, dove è stato medicato per la frattura del setto nasale.

Perché tanta aggressività tra i banchi di scuola?

«Il fenomeno è drammatico e solleva un tema di cui dobbiamo occuparci in tempi rapidi, riguarda anche le sfumature delle dipendenze da nuove tecnologie», premette Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, Presidente dell’Associazione Nazionale Di.Te.

«Ma c’è un fatto che non possiamo più sottovalutare come abbiamo fatto fino a ora: i ragazzi non hanno più confini, non conoscono il senso del limite e non hanno più modelli educativi genitoriali da imitare. I genitori, spesso, dicono loro sempre di sì facendogli credere che possono avere tutto ciò che vogliono, mostrano ai figli che possono farsi giustizia da soli. Così, i giovani si sentono liberi di fare quello che credono.

È ora di mettere un freno a questo fenomeno, e di pensare a delle chiare regole educative»

Le mancanze educative dei genitori vengono amplificate anche dalle nuove tecnologie che, secondo il Professor Lavenia, dissociano le emozioni senza dare più un valore nella vita reale al corpo. Il mezzo che permette, appunto, di sentirle, quelle emozioni. Ecco che questa difficoltà si trasforma in una distanza relazionale ed emotiva, che può condurre a episodi estremi di rabbia in cui il corpo perde di consapevolezza, in quanto non è in grado di contenere coscientemente ciò che sente dentro.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Appassionata di comunicazione e informazione fin da bambina. Non ha ancora 10 anni quando chiede una macchina da scrivere come regalo per il sogno di fare la giornalista. A 17 anni incontra un banchetto del Partito Radicale con militanti impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e decide che avrebbe fatto comunicazione e informazione, ma senza tesserino. Diventa Blogger e, dopo un po’ d’inchiostro e font, prende vita il magazine online SenzaBarcode.it Qualche tempo dopo voleva una voce e ha creato l’omonima WebRadio. Con SBS Comunicazione e SBS edizioni si occupa di promozione editoriale e pubblicazione. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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