Giudici di pace e tutta la magistratura ordinaria ancora in protesta

Torniamo ad occuparci dei giudici di pace e magistratura ordinaria. Ancora in sciopero dal 17 al 21 aprile. Quali sono le condizioni contrattuali? Perché continua la protesta.

Abbiamo parlato più volte dei disagi e problemi contrattuali della magistratura ordinaria. Oggi proponiamo un approfondimento in vista del prossimo sciopero nazionale, dal 19 al 21 aprile. Recentemente, il Parlamento europeo, ha riconosciuto al giudice di pace la stessa professionalità dei magistrati di ruolo.

 Parliamo di concorso, i giudici di pace sono obbligati a sostenere un concorso pubblico?

Nel sito del Ministero della Giustizia è chiaramente spiegato l’iter per diventare un giudice di pace, è sottolineato che “Il giudice di pace è un magistrato onorario e non di carriera e non ha un rapporto di impiego con lo Stato. Egli percepisce una indennità cumulabile con i trattamenti pensionistici e di quiescenza.”.

“La legge delega ha fatto un miscuglio tra categorie” risponde Rossella Barone presidente Coordinamento Magistratura Giustizia di Pace “oggi i politici e i togati cercano di giustificare l’impossibilità di stabilizzarci come hanno fatto per altre categorie dicendo che noi non abbiamo fatto un concorso e questo è un falso. All’inizio i giudici di pace venivano assunti dopo aver superato i 50 anni e con la sola laurea. Noi con titolo di avvocato dovevamo fare un concorso/corso che prevedeva 6 mesi di uditorato; se non idoneo, non ricoprivamo il ruolo. Non solo, all’atto della nomina, dovevamo cessare altri incarichi pubblici o privati. Dall’ultimo concorso, di cui alla gazzetta ufficiale del 2002 a cui abbiamo partecipato noi, non ci sono più stati concorsi. La legge delega 57/2016 prevede, all’art 2 punto 3, che nei decreti attuativi il Governo dovrà disciplinare compiutamente i requisiti per l’accesso”.

Il Presidente della Commissione per le petizioni presso il Parlamento Europeo On. Cecilia Wikstrom al Ministro della Giustizia Andrea Orlando,
ha scritto una lettera in relazione allo Statuto dei giudici di Pace, cosa contiene?

“Lo scorso 28 febbraio” continua la Barone “sono state discusse le petizioni presentate alla Commissione Europea dai noi giudici di pace e la sottoscritta era presente in aula e in quanto delegata dal collega Fiorentino ha potuto conferire quale petente. La presidente della Commissione Europea non solo ha sottolineato che dalla risoluzione della situazione ne “deriva la credibilità della Magistratura in Italia”, ma accogliendo le richieste, ha inviato una lettera di diffida al Governo Italiano prima di procedere all’apertura della procedura di infrazione, che porterà a sanzioni pesantissime che inevitabilmente si ripercuoteranno sui cittadini. I giudici di pace non vogliono far gravare di questi costi la collettività vogliono solo il rispetto dei diritti della categoria e la garanzia che la giustizia sia amministrata da uomini professionali e liberi, non sottopagati.

Il Ministro Orlando sta tentando di portare a compimento, nell’indifferenza generale, l’attuazione di una riforma che viola i principi costituzionali formando un mostro giuridico formato da una moltitudine di delegati del giudice professionale sottopagato e che dovrà produrre “occasionalmente ” ma a ritmo da catena di montaggio una moltitudine di sentenze tutto ciò a scapito della qualità della giustizia e ovviamente dei diritti del cittadino. Con questa riforma si lede il principio del giudice naturale, prevedendo una figura precaria priva di condizioni economiche e previdenziali che non garantiscono l’autonomia e l’indipendenza del giudice quindi non garantiscono i cittadini”.

Dal 19 al 21 aprile l’intera magistratura onoraria incrocia le braccia. Cosa chiedono i giudici di pace con il sesto sciopero consecutivo?

“Chiediamo che ai cittadini sia garantita la giustizia celere indipendente e non occasionale che finora i giudici di pace hanno amministrato nel rispetto della Legge” risponde la presidente Rossella Barone “sussistendo tutti i presupposti di legge avendo noi giudici di pace fatto un concorso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Chiediamo la decadenza della legge delega e la stabilizzazione dei giudici di pace,vogliamo una Magistratura di uomini liberi, stabili, professionali e non sottopagati.

In particolare abbiamo già denunciato all’INPS lo Stato italiano per averci fatto lavorare per più di 20 in nero!”

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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