Carcere di Pisa, il Partito Radicale denuncia condizioni inumane e umilianti

Il Partito Radicale preannuncia denuncia condizioni di detenzione del carcere di Pisa visitato domenica scorsa “umilianti anche per chi ci lavora”. Dichiarazione di Rita Bernardini.

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, i rappresentanti del DAP, il Garante Regionale della Toscana Franco Corleone e quello comunale Alberto Di Martino, il Magistrato di Sorveglianza di Pisa e il Presidente del Tribunale di Sorveglianza, i giudici che hanno emesso sentenze di condanna o disposto la custodia cautelare, con ogni evidenza, non hanno mai messo piede nel Carcere di Pisa.

Altrimenti sarebbero intervenuti immediatamente e si sarebbero sentiti umiliati come è capitato a me e ai miei compagni dell’Associazione Andrea Tamburi di Firenze con i quali ieri, di domenica, ho visitato la casa circondariale di Pisa. Le condizioni di detenzione dei 266 carcerati sono più che disumane e degradanti, sono da denuncia immediata alla Procura della Repubblica, cosa che farò personalmente nelle prossime ore. Sovraffollamento, sporcizia, mura scrostate e tappezzate con carta di giornale per coprire le schifezze stratificate sulle mura, materassi indecenti, gabinetti a vista così che i detenuti devono defecare e orinare alla presenza dei loro compagni di cella e del personale penitenziario al quale lo Stato consegna nei fatti l’ordine di operare in condizioni di totale illegalità rispetto alla Costituzione e alla normativa vigente.

Lì, come avviene ormai dappertutto, lo Stato rinchiude la marginalità sociale di giovani, stranieri, tossicodipendenti, casi psichiatrici, senza casa, poveri, ai quali – nel degrado – viene negata qualsivoglia possibilità di riabilitazione e di futuro reinserimento sociale.

Oggi per me, Irene Testa, Maurizio Bolognetti, Paola Di Folco, Annarita Di Giorgio è il 15° giorno di sciopero della fame in vista della Marcia per l’Amnistia, l’Indulto e la riforma della Giustizia convocata il 6 novembre a Roma da Regina Coeli (h. 9:30) a Piazza San Pietro nel Giorno del giubileo dei Carcerati, marcia intitolata a Papa Francesco e Marco Pannella. Chiediamo al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, al Governo tutto e al Parlamento di stralciare dal ddl sul penale -arenato al Senato- la parte/delega riguardante l’Ordinamento Penitenziario per non vanificare il lavoro scaturito dagli Stati Generali dell’esecuzione penale.

Sul medesimo obiettivo sono oltre MILLE le adesioni di detenuti  di tutta Italia al digiuno del 5 e 6 novembre. L’ultima lettera ci è giunta dal Carcere di Santa Maria Capua Vetere: 196 adesioni completate da un bel gesto in quanto i detenuti chiedono alla Direzione del carcere campano di destinare il loro vitto di quei due giorni al Cappellano affinché lo distribuisca alle persone indigenti della città. Domani sera alle 21, da Radio Radicale, nel corso della trasmissione Radio Carcere condotta da Riccardo Arena, faremo il punto delle adesioni arrivate perché proprio in queste ore stiamo aprendo decine di lettere.

Sia chiaro infine, che solo un provvedimento di Amnistia e di Indulto è in grado di porre fine immediatamente allo scandalo ancora in corso (nonostante il messaggio alle camere del 2013 dell’allora Presidente Napolitano) di carceri illegali tanto quanto di una giustizia disamministrata e ormai al collasso. Per questo ci confortano le parole dell’Avvenire che due giorni fa ha voluto titolare un articolo del Direttore Marco Tarquinio:

“carceri umane e ri-umanizzanti, la stereofonia di cattolici e radicali”.

SenzaBarcode Redazione

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