Elezioni Roma, Berlusconi continua la melina

Elezioni Roma, a differenza degli uomini del fare Berlusconi ancora non decide e lascia ai presunti avversari palla e gioco.

Silvio Berlusconi continua a prendere tempo e a sostenere Guido Bertolaso, non può o non vuole decidere su Roma, ma il tempo scorre e la deadline ormai è prossima. Una volta chiusa la finestra degli apparentamenti in queste Elezioni Roma sarà tagliato fuori insieme a Forza Italia, impossibilitato ad incidere realmente sulle sorti delle prossime amministrative e da ago della bilancia diverrà fattore ininfluente. Ormai è chiaro a tutti che Guido Bertolaso non ha nessuna possibilità di arrivare al ballottaggio, non erano necessarie le parole della Meloni per avere il quadro della situazione, e gli ultimi sondaggi sono impietosi: sarebbe ultimo e molto distanziato nella corsa a tre con Giorgia Meloni e Alfio Marchini.

Ago della bilancia

In queste Elezioni Roma 2016 per il momento Silvio Berlusconi può ancora sparigliare le carte, ma rimangono pochissimi giorni. Nel caso decidesse di unirsi alla cavalcata di Giorgia Meloni verso il Campidoglio -nei sondaggi sta recuperando velocemente su Giachetti del PD- il quadro sarebbe destinato a cambiare completamente, non solo con la prevedibile esclusione del PD dal ballottaggio nonostante la “minaccia” Renzi di impegnarsi nella Capitale in prima persona, ma metterebbe in seria difficoltà anche la pentastellata Virginia Raggi data per vincente al ballottaggio contro il candidato renziano. Stessa dinamica nel caso l’appoggio venisse dato al candidato civico Alfio Marchini, non ci sarebbe lo scontro tra donne, ma nonostante l’impegno del Governo sarebbe molto dura per Roberto Giachetti arrivare al ballottaggio.

Con Bertolaso vince il PD

Nelle Elezioni Roma l’unica quasi certezza -nella politica italiana non vi sono certezze nemmeno ad urne chiuse- è che la scelta di continuare a sostenere Guido Bertolaso avvantaggerebbe al primo turno il PD mentre al ballottaggio paradossalmente favorirebbe il M5s, anche se il secondo turno di norma è sempre una partita imprevedibile. Il rischio calcolato è se diventare del tutto ininfluenti nella corsa al Campidoglio dando una mano a Renzi ed al Patto del Nazareno confermando che questo è sempre vivo oppure restare in partita magari giocando di rimessa. Il problema è che il Patto del Nazareno oggi avvantaggerebbe solo l’ex Presidente del Consiglio lasciando a bocca asciutta gran parte di tutti gli altri. I nuovi leader quarantenni di Lega e FdI che hanno fame di imporsi con qualche risultato vincente e il partito romano che a tutti i livelli vedrebbe la propria influenza già fortemente ridotta ulteriormente assottigliarsi. E se nel confronto con Matteo Salvini e Giorgia Meloni il  cavaliere potrebbe essere tentato di mandare tutto in malora, rispetto al partito romano le cose si complicano, perché la leadership di Silvio Berlusconi pur reggendosi sul fattore economico ha bisogno di risultati per evitare l’abbandono di massa; ovviamente se non c’è un Patto con Renzi talmente tanto vantaggioso da indurre a sacrificare tutto e tutti.

 

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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