Atto unilaterale, torna sul tavolo “per il bene dei dipendenti”

Con Catia Mineo CSA settore educativo scolastico, torniamo a parlare dell’atto unilaterale imposto dalla Giunta Marino. ‘Tronca vuole il bene dei dipendenti. Torniamo al tavolo’

Un atto unilaterale è cosa diversa da un contratto, nel secondo infatti sono duo o più parti a stipulare un accordo, un atto unilaterale è per sua natura un’imposizione. In questo caso è la Giunta Marino che impone dipendenti capitolini una scelta, in barba alle basilare regole di democrazia, non ascoltando i lavoratori e neppure i loro rappresentanti sindacali. Da sette mesi circa i cittadini romani si sono accorti che qualcosa non sta funzionando bene nelle occupazioni dei dipendenti capitolini, hanno subito scioperi in ogni settore, disservizi, enormi mancanze ma se non hanno chiaro il perché lo riassumiamo qui in poche parole: circa 300€ in meno dallo stipendio, aumento della mole di lavoro, aumento delle responsabilità, diminuzione del personale e altre “cosette” che rendono il rapporto lavorativo e la qualità della loro vita molto difficile. Sfido chiunque a non essere, quantomeno, amareggiato.

Con Marco Ralli di ASBEL abbiamo parlato dei dipendenti amministrativi, della Polizia Locale ne hanno recentemente parlato UGL e ARVU in una nota che approfondiremo a breve, per quanto concerne l’area del settore educativo scolastico è Catia Mineo del CSA che ci aggiorna sugli ultimi sviluppi.

Il commissario speciale Francesco Paolo Tronca la scorsa settimana ha invitato tutti i sindacati per un incontro dalla doppia valenza, conoscersi nei propri ruoli per la prima volta e sedersi fisicamente intorno ad un tavolo facendo il punto della situazione. In molti abbiamo accolto questo ‘evento ordinario reso straordinario‘ con stupore e piacere. Finalmente qualcuno che chiede, a chi conosce la situazione dall’interno, non solo cosa non funziona ma anche come si può fare per migliorarla.

Ed ecco che il CSA avanza le sue proposte –scaricabili qui – in una nota dal titolo “Elenco priorità per apertura tavolo di confronto sindacale”, al primo punto c’è quanto di più esplicito: reale quantificazione del salario accessorio, segue ridefinizione del sistema di valutazione. I punti sono 10, in sostanza per il CSA va stracciato questo atto unilaterale e riscritto, con i sindacati tutti, un contratto che tenga presente le casse comunali, le esigenze della città e non ultimi cittadini e lavoratori.

“Intanto chiediamo che ci sia un referente pronto ad avere dei poteri per creare un nuovo contratto perché per quanto mi riguarda questo atto unilaterale va proprio messo da parte e riscritto” dice Catia Mineo nostra ospite in intervista telefonica “anche rispetto al fatto che, a tutt’oggi, il salario accessorio non è neanche quantificabile“. Chiarezza, trasparenza, rispetto delle esigenze e dei ruoli, l’ABC per far funzionare un motore composto di persone e sembra che Tronca abbia compreso come agire, con rispetto verso i lavoratori.

“Tronca ha detto una cosa importante” ci informa la Mineo “io non voglio dipendenti che vadano a lavorare con il groppo allo stomaco” e aggiunge “io prendo spunto da queste sue parole e lo ringrazio per averlo detto perché è evidente che lui ha percepito un grandissimo malessere non solo dal punto di vista del salario, ma anche da quello del lavoro che si deve svolgere tutti i giorni e si deve essere contenti di dare un servizio alla città”

Appena Francesco Paolo Tronca si è ‘insediato’ a Roma, SenzaBarcode gli diede dei suggerimenti  non richiesti e consigliammo di cominciare dai pilastri di Caput Mundi ossia i dipendenti capitolini, parrebbe ci abbia presi in parola!

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Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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