Marino, Grillo e Renzi. La Sfida Capitale

Ignazio Marino continua il suo racconto fantasy, Beppe Grillo promette lacrime e sangue e Matteo Renzi si fa garante per gli ultimi.

Ignazio Marino scrive ai dipendenti. Sembra che il fu sindaco voglia fare da ex tutto quello che non ha fatto quando doveva. Torna sul salario accessorio raccontando per l’ennesima volta la sua storia, gli obblighi di legge, la relazione del MEF, il fatto di aver messo al “sicuro” il salario dei dipendenti. Ai dipendenti questa versione dei fatti lascia l’amaro in bocca per due motivi fondamentali: ancora una volta il sindaco dimesso scarica la responsabilità su altri, non si attribuisce nessun torto sulla gestione -scellerata diciamo noi- dei rapporti con i lavoratori, con i sindacati, con la stampa, con l’informazione. Nessuna risposta su due anni e mezzo di tensione continua, di chiusura, di mancata collaborazione: racconta la sua storia che non coincide con le porte chiuse al dialogo e il taglio quasi lineare degli stipendi. Ancora non si comprende, o lo si comprende bene, perché la passata amministrazione aggredì subito il salario accessorio che rappresentava solo qualche paginetta della corposa relazione del MEF tralasciando altri capitoli ben più critici.

Divenne la questione centrale della campagna mediatica a favore dell’ex sindaco che si scontrava contro i “privilegi” dei dipendenti capitolini. E’ finita male, i “privilegi” quasi azzerati hanno portato 24.000 dipendenti ad essere paurosamente vicini alla soglia della povertà ed il Sindaco ha pagato questa sua scelta con l’inizio della fine del suo mandato.

Beppe Grillo lacrime e sangue.

Il movimento Cinque Stelle presenta per le prossime elezioni la sua faccia più intransigente e forse populista, lo scettro dei castigamatti passa da Ignazio Marino ad un erede che per certi versi rischia di essere simile: Beppe Grillo. Azzeramento delle amministrazioni, licenziamenti, scioperi, gente che chiede perché, le ha dette tutte il Grillo Feroce, se non fosse che a pagare questa ennesima chiamata alle armi saranno i cittadini romani già provati da anni di imbarazzo, inchieste giudiziarie e disservizi. E’ inutile che i militanti romani grillini si affrettino a spiegare questa presa di posizione come interpretazione dolosamente riportata dalla stampa: c’è la registrazione inequivocabile audio – video, non c’è nessuna congiura mediatica. Bisogna essere onesti intellettualmente, la posizione politica di Beppe Grillo è chiara, la tabula rasa che lui prospetta comporterà per i romani anni di paralisi amministrativa e gestionale per un sol dell’avvenire che pagheranno gli innocenti. Per questo saranno loro, gli innocenti, a fare la domanda sotto al Campidoglio: “perché?“.

Renzi sterza a sinistra.

Matteo Renzi compie su Roma un’operazione complessa solo a prima vista autoritaria. Si rende conto dello scollamento totale della realtà cittadina con l’azione amministrativa e verifica direttamente la tragica situazione del PD locale considerata addirittura “pericolosa” da Barca. Il suo riflesso è assolutamente da leader, invece di nascondere ciò che al primo impatto nuoce al Partito di cui è segretario espone pubblicamente queste criticità. Determinandosi ad occupare dopo troppi tentennamenti dell’apparato romano lo spazio lasciato vuoto dall’azione politicamente incapace di Ignazio Marino -ricordiamo sindaco del PD-, e azzerando lì dove necessario la parte del PD eccessivamente compromessa con quanto emerso di stantio e putrido nella palude romana. Matteo Renzi, segretario del PD e Premier a questo punto gioca la carta speranza promettendo di occuparsi di coloro che sono stati abbandonati da tempo: gli ultimi e le periferie. Proprio durante il Giubileo della Misericordia e proprio con questo Papa che, sintetizzando all’estremo, sta combattendo il malcostume radicato all’interno della Chiesa: dalla “arroganza” alla “speranza”.

Matteo Renzi deve ancora dimostrare tutto su Roma, ma una cosa è certa: ne conosce la realtà molto meglio di altri e questo è un punto a favore, ma non si vince il campionato con un punto solo.

SenzaBarcode Redazione

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