Omofobia, SOS violenza

Omofobia, ai microfoni di Radio Radicale, durante la trasmissione a cura di Diego Sabatinelli ed Alessandro Gerardi, Aurora giovane trans aggredita ad Aprilia e Fabrizio Marrazzo del Gay Center.

Aurora racconta un’aggressione frutto di ignoranza mista a violenza, una miscela esplosiva che ha guidato l’azione criminale di alcuni adolescenti ad Aprilia dove Aurora vive. Dalle parole di odio e disprezzo rivolte alla giovane transessuale si è passati alle vie di fatto con un coltello in mano. Per fortuna Aurora, che ha già subito tentativi di aggressione in passato a causa dell’omofobia italica, è stata sufficientemente agile da scappare ed evitare il peggio. Per Aurora, che ha raccontato questa spregevole vicenda, la responsabilità è nelle famiglie che non sanno o non vogliono educare i giovani alla libertà e quindi al rispetto verso gli altri. Le scuole dovrebbero rivolgersi prima ai genitori e spiegare loro come affrontare la diversità per sperare che i giovani un giorno non troppo lontano possano apprendere il rispetto verso gli altri. E’ di poche ore fa un’altra notizia di aggressione omofoba ai danni di due giovani tornati dal Gay Pride, in questo caso non si tratta della provincia, ma di un quartiere romano: Torpignattara.

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Gay Help Line

L’800713713 è il numero per denunciare discriminazioni ed aggressioni anche sul lavoro ed in famiglia, il personale che riceve la chiamata garantisce supporto a trecentosessanta gradi, anche psicologico. Sono 20.000 l’anno le chiamate che vengono fatte alla Gay Help Line, dichiara Fabrizio Marrazzo di Gay Center, il dato rilevante è che tra i 14 e i 20 anni solo una persona su venti che chiama decide di denunciare l’episodio di discriminazione o violenza subito. In tanti pensano che la segnalazione e la denuncia possa peggiorare la situazione in famiglia e sul lavoro. Sopra i 20 anni il dato si abbassa ad una denuncia su dieci telefonate ricevute, anche perché spesso è solo ricerca di un conforto senza che venga specificato l’oggetto della segnalazione. Nelle scuole medie l’associazione ha rilevato che circa il 66% degli studenti intervistati dichiara di aver assistito ad episodi di omofobia, dato che scende leggermente alle superiori, ma rimane sostanzialmente stabile negli istituti tecnici e commerciali ed il fenomeno omofobico è presente in modo trasversale alle convinzioni politiche e al livello socio economico delle famiglie, quindi non può essere confinata ad un solo strato della popolazione. La strategia di contrasto fatta dal governo Berlusconi nelle scuole e nel mondo del lavoro con la ministra Carfagna si è arenata con l’attuale governo.

Omicidi irrisolti

Quei pochi che denunciano spesso non ottengono riscontro dalle indagini, addirittura gli omicidi a sfondo omofobico non risolti nel decennio 1997 – 2007 è pari al totale di circa 200 omicidi: nessun caso risolto, e solo a Roma si parla di 35 omicidi. Dopo il 2007, con il caso di Roberto Chiesa e la mobilitazione delle associazioni, l’assassino fu trovato e processato ed il compagno fu riconosciuto parte civile. Da quel giorno in poi le cose sono cambiate, anche da parte delle forze dell’ordine.

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Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

Un pensiero riguardo “Omofobia, SOS violenza

  • 17 Giugno 2015 in 14:30
    Permalink

    Urge l’approvazione della legge sull’omofobia e quella sulle unioni civili. Sono provvedimenti importanti che tolgono l’omosessualità dall’oscurità e dal pregiudizio. L’Europa insegna.

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