Jurassic World è al cinema: la recensione del film

Venti anni dopo l’uscita di Jurassic Park, arriva nei cinema Jurassic World, quarto capitolo della celebre saga, tra citazioni d’obbligo e nuovi dinosauri.

Sono passati vent’anni dagli eventi che hanno caratterizzato la realizzazione di Jurassic Park: la rielaborazione del DNA ritrovato all’interno di diverse zanzare appartenute al periodo giurassico ha permesso agli scienziati di creare in laboratorio i mitici dinosauri, confinati in un parco a tema di prossima apertura. I test, come i tre film della saga ci hanno insegnato, non hanno mai avuto esiti particolarmente positivi: i dinosauri sono sempre e comunque sfuggiti al controllo degli uomini, provocando morti ed invasioni in città. Nonostante i fallimenti, Hammond non ha mai perso la speranza, consegnando i risultati delle sue ricerche a Simon Masrani, uno tra gli imprenditori più ricchi al mondo.

L’incipit del nuovo capitolo della saga parte proprio da questa eredità: Masrani riesce dove Hammond a fallito, creando per l’appunto Jurassic World, un parco aperto finalmente al pubblico e tenuto saldamente sotto controllo dalla sicurezza. Le attenzioni del film si focalizzano quindi su due fratelli, Zach e Gray, i quali partono verso Isla Nublar per visitare il parco, raggiungendo una delle responsabili della struttura, la zia Claire. Come ogni film sui dinosauri che si rispetti, gli eventi prenderanno una piega catastrofica: al fine di creare nuove attrazioni per i turisti, Masrani deciderà di finanziare un gruppo di scienziati, capitanati dal genista capo Henry Wu, per la realizzazione in laboratorio di un super dinosauro artificiale. Ovviamente questo vero e proprio “mostro” genetico fuggirà dalle grinfie dei suoi custodi generando il panico in tutta l’isola, con risultati prevedibilmente disastrosi.

Uno tra i “nuovi” dinosauri presenti in Jurassic World.

Da come avrete intuito, il canovaccio di Jurassic World non si discosta particolarmente dai precedenti capitoli: la formula è ormai collaudata, di conseguenza non s’è corso il rischio di mutarla a favore di una maggiore originalità. Oltretutto, cosa vorrebbe il pubblico da un film sui dinosauri se non inseguimenti, mostri famelici e tanta azione? Jurassic World, sotto questo versante, centra in pieno il suo obiettivo: tra eroi stereotipati, vittime sacrificali, finanziatori senza scrupoli ed inseguimenti mozzafiato, il film scorre senza particolari intoppi, intrattenendo il pubblico con grande maestria. I novizi della saga proveranno certamente grande entusiasmo nel vedere scorrere le spettacolari immagini della pellicola, ma chi ha già dimestichezza con la saga di Jurassic Park non potrà fare a meno di notare che il brand sembra aver ormai raggiunto una fase di “stanca”. S’è deciso di spolpare ancor di più un carcassa già oltremodo consumata, seppur redditizia: questo tralasciando gli elementi che hanno reso vincenti e profondi i primi capitoli della saga, entrambi tratti dai romanzi originali scritti da Michael Crichton. In Jurassic Park e ne Il mondo perduto si poteva registrare una grande accuratezza nella caratterizzazione dei personaggi, accompagnati da ragionamenti filosofici sulla vita e sull’evoluzione; in Jurassic World tutto ciò viene trattato solo di striscio. I protagonisti sembrano caricature di sé stessi, con il solito eroe senza macchia e senza paura e la solita donna in carriera bella e determinata, nei più classici degli stereotipi. Ovviamente sono soprattutto i dinosauri a rubare la scena: la cosa che però lascia basiti è che l’eccessivo utilizzo della computer grafica ha snaturato il realismo di tali colossi, resi invece perfetti nei primi due capitoli della saga.

Il marchio di Jurassic Park si rivela quindi un cavallo vincente, su cui puntare senza alcun dubbio: Jurassic World è un film indubbiamente divertente e spettacolare, ma è lo specchio dell’attuale cinema hollywoodiano. Puro intrattenimento. Se volete un film che vi lasci qualche messaggio, sicuramente dovreste guardare verso altri lidi. Questo film, per fortuna o purtroppo, non è nato a questo scopo, eppure il primo capitolo era riuscito in pieno nel suo intento. Quello, però, era un altro cinema, con un altro pubblico.

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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