Salvare il soldato Ignazio Marino? Ma anche no!

Sciogliere l’Assemblea Capitolina e chiudere con l’attuale Giunta di Ignazio Marino per Misericordia in onore del Giubileo.

E’ inutile nasconderci che se fosse stata un’altra città l’Assemblea di Roma Capitale -il consiglio comunale come si chiama da queste parti con tanto di appellativo “onorevole” per chi ne fa parte- sarebbe stata sciolta per infiltrazioni mafiose alla prima tornata di arresti con buona pace delle amicizie altolocate del sindaco Ignazio Marino.

Una parte dei consiglieri che subentrerà a quelli sospesi per misure cautelari restrittive della libertà personale già sono chiacchierati dalla stampa per precedenti esperienze o perché sponsorizzati da personaggi di non specchiata onestà. Ma a destare clamore è la quantità dei consiglieri coinvolti nell’inchiesta, anche di quelli non raggiunti da avvisi di garanzia ma che in qualche modo sono attenzionati in quella che viene definita inchiesta Mondo di mezzo. Facciamo semplice matematica: sei sono gli indagati e i colpiti da provvedimenti restrittivi della libertà personale e altrettanti quelli attenzionati, quindi parliamo di circa un quarto dei componenti l’Assemblea Capitolina, 47 componenti più Ignazio Marino: per molto meno si sono commissariati tanti altri comuni italiani.

I coinvolti non sono solo gli onorevoli, troviamo tra questi anche ex assessori, dirigenti in posizione chiave -il responsabile della Direzione Trasparenza del Campidoglio: l’anticorruzione capitolina- , il presidente del Municipio di Ostia: decine e decine di indagati ed arrestati nei punti chiave dell’amministrazione romana e tutti a far girare soldi nelle loro e altrui tasche. Uno schifo senza precedenti che trasversalmente colpisce le forze politiche di maggioranza ed opposizione, a parte lodevoli eccezioni, e che permea il PD romano, il partito di maggioranza ormai commissariato dallo stesso PD nazionale per eliminare vere e proprie sacche di gestione del potere e per limitare l’influenza di veri e propri capi bastone.

Le “leggende metropolitane” sul malaffare politico vengono superate dalla realtà, come i ladri di Pisa litigano di giorno per meglio rubare di notte e il tutto viene rappresentato nella sua tragica attualità dal profilo facebook di uno degli indagati colpito da misura cautelare: “i cittadini onesti caccino Ignazio Marino” mentre con una parte della sua maggioranza, però, si possono fare affari. Su tutto si fanno affari: dagli immobili ai servizi, dalle partecipate ai migranti, ogni cosa sembra avere un prezzo, un appalto da assegnare, un immobile da occupare o un’assunzione da regalare: siamo alla corruzione generalizzata e senza più freni nella consapevolezza che c’è molto ancora da scoprire.

Non salvate il soldato Ignazio Marino.

Caro Prefetto e caro Governo, salvare in queste condizioni questa amministrazione significa aggravare il danno nel tempo, troppo infiltrato è il malaffare, non fate i medici pietosi che rendono la piaga purulenta, qui per evitare la cancrena di tutto il corpo va assolutamente amputata la parte. si deve voltare pagina subito, perché in qualche modo tutta la struttura apicale, politica e dirigente, è colpita: la piovra ha tentacoli un po’ ovunque.

Non possono essere un Giubileo, proprio perché dedicato alla Misericordia, o l’idea olimpionica a distrarre dall’unico vero compito a cui tutti gli amministratori responsabili sono chiamati davanti ai cittadini: chiudere questo putrido capitolo ed aprire un nuovo scenario.

SenzaBarcode Redazione

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