Le Unioni Civili muoiono di emendamentite

Si chiude la fase di presentazione degli emendamenti in commissione giustizia del Senato al testo base sulle Unioni Civili: 4320 emendamenti per affossare una riforma.

Martedì 5 maggio abbiamo parlato in diretta su Radio Radicale con il sen. Sergio Lo Giudice del PD di Unioni Civili e Coppie di Fatto.

Ancora una volta la strada delle riforme sui diritti civili ed il diritto di famiglia è lastricata di buone intenzioni e risultati pessimi. Presentata la legge trovato l’inganno, quello dei senatori della repubblica che con 4320 emendamenti provano a far fuori le Unioni Civili. Per la precisione (fonte ANSA) oltre ai circa 3mila emendamenti proposti da Ap (dei quali 282 solo da Carlo Giovanardi), si aggiungono gli 829 presentati da FI, 332 da Gal, 36 dal M5S, 21 dal gruppo Misto, 20 dalla Lega e 15 dal Pd, sette, infine gli emendamenti presentati dal gruppo Autonomie. Un bel capolavoro di ostruzionismo a cui troppo spesso siamo abituati, non che sia impossibile fermare questo scellerato modo di fare politica, ma senz’altro il cammino della riforma ne esce seriamente penalizzato.

In Europa siamo veramente ultimi per diritti concessi alle coppie di fatto e per quanto riguarda il riconoscimento delle coppie omosessuali, le Unioni Civili, la negazione di ogni diritto è drammatica. Non esiste nulla a cui si possa aggrappare una coppia gay per essere ufficialmente riconosciuta, e quei registri istituiti in alcune città, molto pubblicizzati ma poveri di reale sostanza, sono l’unico contentino offerto, tanto da far supporre che il registro presso i comuni sia più un’abile mossa propagandistica dei sindaci in difetto di consensi piuttosto che una conquista. Ma il fatto stesso che tale mossa molto povera abbia ottenuto un eccezionale riscontro mediatico e di consensi sta a dimostrare la distanza tra il popolo italiano e chi li rappresenta in Parlamento.

Al netto dei partiti maggiormente coinvolti nell’approvazione di questa riforma -parte del PD e M5s insieme a qualche sporadico rappresentante minore-, i senatori hanno offerto uno sconcertante spettacolo di piattume: quasi imbarazzante. Costretti nell’abito dei cacadubbi, i nostri nominati in Senato offrono di sé pessima rappresentazione. Forza Italia, che in questo balletto penoso tra le forze che reggono il Governo Renzi poteva giocarsi un ruolo di possibile alternativa offrendo l’immagine di un partito liberale di massa e bacchettare la grande ammucchiata renziana, rimane sostanzialmente a guardare. Renzi, dal canto suo, incassato il niet del Nuovo Centro Destra, molla la presa, e dopo proclami urbi et orbi si prepara strategicamente ad invertire la rotta accontentandosi di aver portato a casa solo la riforma della separazione breve (c.d. divorzio breve).

Niente di veramente nuovo sotto il Sole.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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