Elezioni RSU, tutti a votare

Il 3, 4 e 5 marzo si terranno le elezioni RSU, appuntamento che soprattutto per gli enti locali promette di essere una resa dei conti tra lavoratori e sindacati, e tra sindacati ed amministrazioni.

Non è infatti un mistero per nessuno che in questo ultimo anno e mezzo in molte città si è vissuto uno scontro tra dipendenti ed amministrazioni che ha portato ad una distanza mai raggiunta prima tra la c.d. parte datoriale ed i sindacati, il tutto costellato da trattative infuocate, assemblee e scioperi.

A Roma si è assistito a scontri mai visti prima, con i dipendenti capitolini che hanno corso il rischio di perdere del tutto una gran parte di salario accessorio contestato dagli ispettori del MEF, per trovarsi a dover affrontare un decentrato unilaterale votato dalla Giunta senza l’apporto del sindacato, e ora una preintesa che soddisfa solo due sigle sindacali, CGIL e CISL, con all’orizzonte un referendum a cui dovranno partecipare e che già promette scintille; e scintille già si vedono in questa campagna per le RSU.

Scontro tra amministrazioni e dipendenti

La situazione non è per nulla rosea, i fondi per il salario accessorio degli enti locali sono ridotti al lumicino. Con la legge di stabilità 2013 vincoli e decurtazioni del triennio 2011-2013 sono stati prorogati al 2014 e a partire dal 2015 le risorse potrebbero essere «decurtate per un importo pari alle riduzioni operate per effetto del precedente periodo». Secondo i magistrati contabili, prendendo alla lettera la norma, si imporrebbe una riduzione del 24% del fondo rispetto al 2010, ovvero la somma di tutte le decurtazioni effettuate negli anni precedenti. Uno scenario devastante! A questo scenario si aggiunge per i romani la non infondata paura che a seguito dei rilievi del MEF possa essere richiesto indietro parte del salario erogato negli anni precedenti come già avvenuto in altre città. La tenuta sociale, parliamo di 24.000 famiglie coinvolte, è messa seriamente a rischio.

Ricorsi in Tribunale

A fronte di queste non rosee prospettive ci si trova ad affrontare una preintesa che lascia molte sigle insoddisfatte. DiCCAP, CSA e UIL hanno deciso di percorrere la strada dei ricorsi in tribunale accusando l’amministrazione di aver fatto in tutti questi mesi troppe promesse non mantenute, evidentemente lo stipendio rischia di ridursi e si profila un taglio deciso all’orizzonte in un periodo già di grave crisi e con il contratto nazionale bloccato da anni.

In una situazione del genere il voto per le RSU diventa fondamentale, sia per chi vuole mantenere l’attuale equilibrio sindacale, ritenendo che abbia agito nel meglio, sia per chi ritiene giunta l’ora di cambiare perché i risultati ottenuti dai sindacati sono sostanzialmente insoddisfacenti.

Comunque sia, disertare le urne sarà l’unica scelta veramente perdente.

SenzaBarcode Redazione

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