Flash Roma: Procedura 150 Istruttori culturali del Concorsone

Ma quale Cultura? Roma Capitale lascia a casa gli  Istruttori culturali

I futuri Istruttori per i Servizi Culturali, Turistici e Sportivi di Roma Capitale sono pronti a dare battaglia a seguito delle indiscrezioni sul Piano Assunzionale 2014/2016 di imminente approvazione, che indicherebbe un assorbimento dei 150 vincitori del concorso, bandito nel 2010 e conclusosi con la pubblicazione della graduatoria lo scorso luglio,  non prima dei prossimi 15 anni.

Tempi biblici, a dispetto delle recenti dichiarazioni del sindaco Ignazio Marino che ha ribadito non solo di voler “continuare a investire in cultura”, ma anche “che quest’ultima diventi sempre di più motore economico e finanziario per Roma”. Parole che non sembrano trovare un riscontro nei numeri irrisori della bozza del Piano Assunzionale, che oltre a disilludere gli ormai ex concorsisti, lascia insoddisfatti anche i Sindacati, che l’hanno respinta al mittente chiedendo esplicitamente al Campidoglio di “rifare i conti”.

“Basta parlare di cultura solo in termini propagandistici puntando su eventi effimeri e delegandone la gestione a società municipalizzate e partecipate” – afferma Fiodor Passeo – delegato a rappresentare i 150 vincitori e i 665 idonei della procedura. “Da questa Amministrazione ci aspettiamo un segno di rottura col passato: la programmazione di una politica culturale lungimirante, che punti sulle risorse umane, valorizzando il merito e garantendo la tutela del nostro sacrosanto diritto all’assunzione, acquisito al termine di una durissima selezione pubblica che ha visto la partecipazione di oltre 25.000 persone.

Pur essendo perfettamente consapevoli dei condizionamenti imposti dal turnover e dal piano di rientro cui è sottoposta Roma Capitale – aggiunge – auspichiamo che il Campidoglio onori al più presto il patto stretto con quanti si sono legittimamente affidati alle regole sancite dalla Costituzione”.

Gli aspiranti Istruttori Culturali non ci stanno ad essere messi in panchina per tre lustri con l’alibi dei vincoli economici e legislativi che limitano fortemente le nuove immissioni in servizio, e hanno già scritto a Silvia Scozzese, Assessore alle Politiche economiche, finanziarie e di bilancio di Roma Capitale, chiedendo “una nuova programmazione del Piano Assunzionale che, anziché mortificare le giuste aspettative dei vincitori di concorso, passi anzitutto attraverso una razionalizzazione della spesa”.

Ma la richiesta di dialogo con l’Amministrazione Capitolina da parte degli 815 aspiranti istruttori culturali è motivata anche da un’altra preoccupazione: “Come abbiamo già denunciato in un articolo pubblicato su Corriere.it, siamo allarmati – sottolinea Passeo –  anche perché numerose mansioni proprie del nostro profilo sono attualmente ricoperte da personale a tempo determinato di società municipalizzate e partecipate (Zètema in primis), ma anche di associazioni a cui a vario titolo e in vari ambiti vengono appaltati servizi a noi riconducibili. L’utilizzo di personale a tempo determinato – spiega il delegato –  oltre a dare un’idea falsata dell’effettivo fabbisogno in organico per il nostro profilo, causa notevoli disservizi e disagi per l’utenza e costituisce una spesa maggiore per Roma Capitale. Attuando un’auspicabile lotta agli sprechi, i vincitori di questo concorso potrebbero finalmente trovare la loro collocazione all’interno di musei, biblioteche, uffici municipali e comunali legati alla cultura, al turismo e allo sport. Solo grazie a queste nuove risorse, altamente specializzate e fortemente motivate, Roma Capitale potrà dirsi pronta per la sfida che si prepara ad affrontare come Città Metropolitana e Capitale della Cultura”.

Il 31 ottobre scorso i delegati della procedura hanno preso parte all’incontro “Conoscere la biblioteca. Partecipazione culturale, comunità, inclusione sociale”, organizzato da Gianluca Peciola, capogruppo SEL e Vicepresidente della Commissione Cultura dell’Assemblea Capitolina. I concorsisti hanno lanciato un appello a sostenere la loro causa, accolto in un clima di generale consenso da parte dei relatori. Nell’occasione hanno consegnato ai presenti un memoriale, sottolineando come tutte le buone pratiche e le proposte sul rinnovamento delle biblioteche comunali emerse nel convegno potrebbero concretamente realizzarsi con “l’assunzione di nuove forze rivitalizzanti”, dotate di professionalità trasversali ed eclettiche acquisite, tra l’altro, proprio nel campo della gestione dei servizi bibliotecari.

“Troppo spesso si dimentica che la Cultura non è solo un concetto astratto, ma un vero e proprio servizio pubblico che va reso alla cittadinanza in maniera dignitosa: investire sulla cultura significa dotarsi di strutture efficienti che siano in grado di rispondere sempre meglio alle esigenze dei cittadini. In questo senso – sottolinea Passeo – è necessario puntare  sulle risorse umane: il capitale più prezioso che una saggia amministrazione possa  mettere a frutto a beneficio dell’intera comunità cittadina, anche in termini di economia reale. Ci piacerebbe incontrare di persona il sindaco Ignazio Marino – conclude il delegato della procedura – per chiedergli conto delle sue posizioni su quei valori che ci sentiamo di rappresentare: il merito e il diritto di accesso al pubblico impiego, cardini di una società che funzioni”.

SenzaBarcode Redazione

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