Giustizia, una priorità per Renzi? Domani presidio USB

USB contro la privatizzazione della giustizia voluta da Renzi. Domani il sindacato sarà in presidio davanti al ministero della Giustizia.

A seguire il comunicato stampa di USB

Giustizia: per Renzi è priorità? Allora faccia sul serio

Domani presidio al ministero della Giustizia

Roma – Largo Cairoli – ore 11:00

Domani, mercoledì 15 ottobre, l’USB P.I. Giustizia sarà in presidio davanti al ministero della Giustizia, in Largo Cairoli a Roma, dalle ore 11.00
“La Giustizia è una priorità del governo Renzi? E allora faccia sul serio”, è l’invito di Pina Todisco, dell’Esecutivo Nazionale USB Giustizia. “Al momento non possiamo condividere l’enfasi del Ministro Orlando, perché nelle riforme annunciate di epocale non c’è nulla. Anzi, c’è tanto di antico”.

“Ancora una volta si punta su una giustizia privata demandata a terzi, senza effettive garanzie per i cittadini. Dopo la mediazione arriva l’arbitrato e la negoziazione assistita – precisa la dirigente USB – in parole povere, se l’obiettivo del governo è la diminuzione delle cause, questa deriverà dall’impossibilità dei cittadini di sostenerne i costi”.

Prosegue Todisco: “Dopo 20 anni di riforme, spesso schizofreniche e contraddittorie, la ragionevole durata del processo è ancora un miraggio. Tra l’altro il processo civile telematico, da noi salutato come innovazione tecnologica necessaria, sta mostrando tutte le sue falle. Tutto ciò perché non si è provveduto preventivamente a modernizzare le apparecchiature informatiche; ad implementare le politiche di business continuity nelle sale server, che comportano elevate possibilità di black-out; a formare il personale”.

“In pratica si continuano a varare riforme a costo zero – evidenzia la sindacalista – mentre una seria riforma della Giustizia richiederebbe forti investimenti ed un consistente aumento del personale giudiziario, ridotto in un decennio da 53.000 a 44.000 unità, di cui 34.000 effettivi in servizio. Se a questo aggiungiamo che, a fronte di carichi di lavoro triplicati, il personale giudiziario attende la progressione di carriera dal 2000, si capisce il quadro desolante”.

“Il ministro Orlando aveva dato assicurazione che una delle sue priorità era la valorizzazione del personale attraverso la cosiddetta riqualificazione – rammenta la dirigente USB – ma dopo 7 mesi anche su questo fronte non ci sono fatti concreti. Pertanto domani saremo in presidio a difesa dei diritti dei lavoratori, per il riconoscimento del diritto alla carriera e per una giustizia al servizio dei cittadini”.

“La vera spending review non è tagliare su giustizia, sanità, scuola, pensioni – conclude Todisco – ma è la lotta agli sprechi, alla corruzione a chi ricicla il denaro frutto di illeciti. Per questo aderiamo convintamente allo sciopero generale proclamato dall’USB per il prossimo 24 ottobre”.

SenzaBarcode Redazione

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