Riforma della scuola, Religione Cattolica e Spending Review

Riforma della scuola Insegnamento della Religione Cattolica e Spending Review …un binomio che sembra impossibile eppure un strada ci sarebbe e a costo zero: la riforma dell’Insegnamento della Religione Cattolica. Perché pagare 2 insegnanti invece di una per la stessa ora?

Chi mi conosce sa che prima di decidere di cambiare vita e lavoro, (come ho scritto in uno dei miei scorsi post) ho Insegnato Religione Cattolica per diversi anni nelle scuole elementari di Roma. Il mio desiderio di cambiare è stato dettato da due fattori principali: la voglia di crescere professionalmente e la consapevolezza che la forma attuale con la quale viene insegnata questa disciplina andrebbe aggiornata. I numeri di coloro che scelgono di non avvalersi dell’ IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) sempre maggiori ne è un segnale.

Una modalità molto semplice per coniugare l’esigenza di reperire dei fondi per stabilizzare i precari della scuola di cui ha bisogno il presidente Matteo Renzi per la riforma annunciata in queste ore, ma allo stesso tempo ridare dignità agli insegnanti di Religione (mediamente con due lauree e un’ ottima preparazione) sarebbe quella di rivedere il meccanismo per cui si “debba scegliere di avvalersi dell’ IRC!” In sostanza l’Insegnamento della Religione Cattolica è l’unica materia che si può scegliere di seguire o meno nella scuola italiana, dalla materna (3 anni) alle superiori. E’ evidente che fin tanto che l’alunno che non si avvale dell’ IRC è minorenne non può essere lasciato incustodito, e quando è maggiorenne o responsabile (dal punto di vista del diritto) delle sue azioni, gli va assicurata un’alternativa all’offerta formativa.

Risultato: Insegnanti di Religione Cattolica frustrati nel vedere un sempre maggior numero di alunni uscire dalle aule nel momento in cui si accingono ad iniziare la loro lezione; Istituti che devono garantire una copertura ulteriore su quelle ore (quindi per la stessa ora vengono pagati 2 docenti); colleghi annoiati di “dover” insegnare una materia alternativa non sempre ben definita ed infine, ma non meno importante, una sempre maggiore marginalizzazione della materia. Una prima proposta potrebbe essere quella di trasformare l’Insegnamento della Religione Cattolica in Insegnamento di Scienze delle Religioni in modo che non si ponga più la necessità di doversi “avvalere” (cioè scegliere di frequentare le ore di Religione) o meno. Già dal 2008 l’Università di Roma 3 offre un corso di laurea in “Scienze delle Religioni” segno che il panorama culturale italiano sta profondamente cambiando e ci saranno istanze a cui bisognerà dare delle risposte adeguate nel prossimo futuro.

Questa rubrica non ha la pretesa di dare tutte le risposte, anzi! Piuttosto vorrebbe suscitare domande. Cercheremo di capire come negli altri Paesi dell’Europa sia disciplinato l’Insegamento della Religione Cattolica, quali difficoltà e quali soluzioni hanno messo in campo i sistemi scolastici di Francia, Germania, Irlanda e così via. Cercheremo di incontrare i protagonisti: il direttore scuola del Vicariato di Roma piuttosto che il suo collega di Trento, ma anche genitori e presidi di scuole con molti alunni che chiedono le materie alternative e di scuole dove il fenomeno è meno sentito; sacerdoti, alunni delle scuole superiori avvalentesi e non avvalentesi. Cercheremo di raggiungere docenti e presidi dell’Università di Roma Tre, se vorranno ovviamente. Ripeto, non per dispensare verità, ma per cercare di fare un servizio alla verità, perchè qualcuno diceva che..la verità è ciò che ci rende liberi, ricordate chi era?

Saremo poi aperti a tutti, ma proprio a tutti i suggerimenti che vorrete darci, nel rispetto delle posizioni e delle sensibilità di ognuno, ma sempre nello sforzo di voler capire.

Se vorrete ci vedremo ogni quindici giorni qui su SenzaBarcode

Erica Simone

Sono un Hospitality Manager e Ufficio Stampa, ho lavorato per boutique Hotels, ristoranti e strutture recettive. Quale responsabile della comunicazione mi sono occupata di eventi musicali e culturali. Sono proprietaria di un B&B al centro di Roma. Le mie passioni sono l'ospitalità, la comunicazione e la politica.

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