AIDS, farmaco anti-cancro potrebbe intercettare l’HIV

Nella speranza di non compiere l’ennesimo “buco nell’acqua”: un farmaco antitumorale potrebbe infatti “stanare” le cellule dell’HIV, rendendole vulnerabili.

Da anni gli scienziati sono alla disperata ricerca di un metodo per arginare definitivamente quel male denominato AIDS. Finora le uniche “soluzioni” possibili per evitare di contrarre il terribile virus rispondono al nome di “prevenzione”: in occasione dell’ultima giornata mondiale dell’AIDS tale concetto è stato ripetutamente ribadito, al fine di sensibilizzare ancor di più l’opinione pubblica sulla malattia, attualmente quasi del tutto incurabile. Una tra le tante ricerche atte a trovare una soluzione al problema AIDS potrebbe però produrre dei risultati più interessanti del solito.

I risultati della ricerca effettuata dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) della Washington University di Seattle sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet, ed evidenziano come un farmaco inizialmente pensato per combattere il tumore possa stanare le cellule HIV per esporle, quindi, al nostro sistema immunitario, permettendone la distruzione. Il virus dell’AIDS, infatti, come ben noto riesce a nascondersi all’interno del nostro organismo, posizionandosi in maniera “silenziosa” nelle Cd4, le cellule adibite alla gestione delle difese attivabili del nostro sistema immunitario; infette e disattivate quelle, il nostro organismo vede le proprie difese indebolirsi, con inevitabili (e tristemente note) conseguenze.

Il medicinale capace di “stanare” le cellule HIV è il romidepsin, capace anche di incrementare la diffusione dello stesso virus di 2-4 volte rispetto al normale: tale aspetto può rappresentare apparentemente un clamoroso svantaggio, mentre in realtà si rivela un’arma notevolmente efficace per combattere l’AIDS, visto che la repentina ed anomala diffusione immediata del virus permette al nostro sistema immunitario di individuare con maggiore facilità le infezioni. Il costo del romidespin è ancora piuttosto elevato, smorzando in qualche modo la sua diffusione in larga scala mondiale, ma le premesse per tornare a sperare ci sono tutte: in passato i tentativi di debellare in maniera concreta l’AIDS sono andati tutti tristemente a vuoto, facendo anche gridare al “complotto” numerosi esperti, con relative teorie di “creazione umana” del virus stesso.

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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