St’Art: Intervista agli organizzatori del Festival

 SenzaBarcode vi propone un’intervista agli organizzatori del festival musicale St’Art.

Dal 28 Maggio l’Antoniano di Bologna sarà il palco dello St’Art, un festival di musica indipendente completamente gestito dei musicisti che parteciperanno all’evento. Tra gli organizzatori ricordiamo i Silver Key, Marcello Capra, Altare Thotemico e i Notturno Concertante.

St’Art Lo stato dell’arte. Un nome piuttosto suggestivo. Qual è l’idea o ideale da cui nasce il progetto e che palesemente trapela dalla sua denominazione.

Mi piace la distinzione tra idea e ideale, l’idea è semplice, trovare spazio per suonare proponendo musica d’autore, come già detto svincolata dalle leggi di questo mercato asfittico. L’ideale è creare la reale possibilità di riappropriarci dell’arte noi artisti, creando da noi gli eventi con l’aiuto di tutti!

Rock progressivo italiano: cos’è oggi? cosa sarà domani?

Oggi vedo la malinconica decadenza di una musica nata per essere innovativa. La ricerca esasperata dei suoni del passato o degli autori del passato, creando una sorta di collezionismo che nulla ha a che vedere con l’arte. La parola Progressive, l’ho già detto, bella di per se, oggi vuole dire esclusivamente ritorno al passato! Quando invece dovrebbe essere svincolata dall’etichetta che gli è stata data da un certo giornalismo spesso incolto. Progressive dovrebbe voler dire: Progressione, movimento costante in avanti, senza dimenticare ovviamente le radici. “Costruire il futuro con elementi del passato..Goethe”. Credo che domani assisteremo alla morte delle etichette, la musica sarà semplicemente…Musica!

St’Art sarà seguito da altri progetti che si propongono di far rinascere il Rock Progressivo italiano e i numerosi generi che saranno protagonisti della manifestazione?

Il Rock progressivo italiano è amato in tutto il mondo, un po’ meno in Italia. A me piace pensare che Banco, Pfm, Area, Osanna, abbiano inventato un linguaggio musicale che fonde le conoscenze musicali anglosassoni alla nostra radicata e ancestrale latinità! Quindi personalmente amo le band che fanno tesoro di questo e usano ciò che ci ha reso grandi in questo genere: La meridionalità rispetto al resto del mondo! Napoli centrale rappresenta per me una grande fusione di tutto quello che ho detto. E comunque questi facevano musica, mica si chiedevano che musica. Un festival che si rispetti deve avere un direttore artistico aperto a tutte le contaminazioni musicali….Si St’art sarà seguito da altri festival del genere, ed anche aperto ad altre forme d’arte, Teatro, danza, grafica, fotografia…

Le prospettive per il rock progressivo sul Mercato italiano sono molto differenti rispetto al mercato straniero?

Non solo del rock progressivo, ma di tutta la musica indipendente di qualità! La gente non è interessata a nulla che non sia divertimento, aperitivi, ecc ecc…Le etichette sanno che vendere 2000 dischi significa già guadagnarci qualcosa, considerando che almeno 400 o 500 copie le vendono agli artisti, un piccolo tornaconto riescono ad averlo. Le radio hanno potere e decidono chi proporre, a seconda di quello che guadagnano, a parte qualche radio web, ancora poco seguita. Non so come sia all’estero, ma per quanto mi concerne, il mio gruppo vende soprattutto all’estero. Che dire?

Quest’evento è all’insegna della fusione tra diversi stili. Gli Altare Thotemico suonano jazz-rock e progressive, invece i Notturno Concertante fondono musica moderna e classica. Da cosa nasce questa tendenza a mescolare mondi musicali anche molto diversi?

Non voglio ripetermi, ma basta pensare ai grandi festival del passato, pensiamo a Woodstock, ditemi voi se c’era affinità di generi. O magari c’era semplicemente la certezza di far parte di un momento storico che s’apprestava a costruire il futuro? Pensiamo che gli artisti si chiedessero cosa suonavano gli altri artisti? Era tutto Rock!!! Inteso come rottura di un sistema entropico. Ed ora non potrebbe succedere lo stesso? Magari proprio partendo da St’art.

 

Clelia Tesone

E m'abbandono all'adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Una delle più belle citazioni di Paul Valery per molti, come me, che crescono tramite una pagina, che sia letta, scritta o studiata.

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