Presentato a Cannes “Le meraviglie” di Rohrwacher

La domenica a Cannes ha i colori dell’Italia. Alice Rohrwacher ha presentato la sua ultima opera, “Le Meraviglie”, sulla Croisette. 

“Le Meraviglie” , unico film italiano in Concorso al Festival di Cannes, è un’opera che mesce sapientemente il vissuto del Regista, Alice Rohrwacher, e temi del quotidiano. L’opera è una reinterpretazione del vissuto e della vita familiare di una donna qualsiasi, Gelsomina,  che deve imparare a rapportarsi al padre, Wolfgang. Al centro della narrazione vi è quindi la famiglia, interpretata in chiave moderna, ma sorprendentemente ancora caratterizzata dai legami e i contrasti del passato. Wolfgang è il classico padre padrone, autoritario e al tempo stesso idealista, una figura che potrebbe sembrare molto lontano dal concetto di famiglia che oggi è presente nell’immaginario collettivo. Alice Rohrwacher sembra , infatti, volerci narrare di una storia che solo apparentemente è in continuo mutamento, ma che resta, nei suoi elementi cardine, invariata. 

Le parole di questa giovane artista ci descrivono il film come:

Una fiaba materica, con un re, quattro principesse e una dama bianca, tutti legati al lavoro della terra. Una metafora a più livelli che lascia ampio spazio allo spettatore (…) Essenzialmente è un racconto sul perdono, sulla tenerezza, ed anche sulla sconfitta. Non ci sono buoni o cattivi, ma solo due possibilità: proteggersi o esporsi, e chi si espone – come ciascuno a modo suo ne Le meraviglie – spesso fallisce. Credo sia importante ritrovare la tenerezza perduta verso se stessi e chi ci circonda, incluso forse il nostro Paese così incasinato: la proposta del film è di riappropriarci di una certa pace che risolva i contrasti. Per questo non ci sono gloria o rabbia, esaltazione o indignazione, semmai c’è molto sacrificio. E il lavoro è anche metafora di questo

“Le meraviglie” è ambientato nella campagna della Tuscia, tra l’Umbria e il Lazio, dove Wolfgang, padre autoritario di origini tedesche ed infaticabile lavoratore, vive con la moglie italiana e le quattro figlie adolescenti, di cui la maggiore è Gelsomina. L’ideale che l’uomo vuole trasmettere alla propria prole è quello di purezza, che può essere raggiunto solo tramite il duro lavoro e un regime di vita caratterizzato da sobrietà e disciplina. Wolfgang è un padre-padrone che impone senza riserve il suo stile di vita, segue le sue regole e pretende che siano rispettate. Le giovani figlie verranno a scontrarsi con questa visione della realtà ed in particolare Gelsomina, che vive un forte contrasto interiore. La giovane donna da un lato percepisce l’esigenza di indipendenza da questa figura genitoriale predominante ma dall’altro è stata plasmata dai valori del padre .  L’arrivo di una conduttrice, interpretata da Monica Bellucci, romperà gli equilibri su cui si fondava questo microcosmo, dando l’opportunità di palesare sentimenti ed idee a lungo nascoste. Il film è la rappresentazione del passaggio da un’epoca all’altra, l’apertura di due mondi differenti che devono imparare a coesistere e rapportarsi.

“Le Meraviglie” ha sicuramente riscosso buoni consensi da parte del pubblico di Cannes,che ha accolto l’opera tra gli applausi sporadiche le manifestazioni negative, provenienti per lo più dagli esponenti della stampa presenti alla proiezione.

Clelia Tesone

E m'abbandono all'adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Una delle più belle citazioni di Paul Valery per molti, come me, che crescono tramite una pagina, che sia letta, scritta o studiata.

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