Odessa: la strage al Palazzo dei Sindacati, un massacro premeditato?

Le foto dell’incendio appiccato da nazionalisti ucraini al Palazzo dei Sindacati di Odessa fanno il giro del mondo, mentre continua l’operazione militare di Kiev per stroncare il separatismo.

Il 2 maggio la manifestazione dimostrativa a Odessa del Pravy Sektor, organizzazione ultranazionalista ucraina, finisce nel sangue. Dopo una mattinata di disordini e scontri tra cittadini, il Palazzo dei Sindacati di Odessa prende fuoco. La notizia dell’incendio viene presentata subito al mondo come un incidente, frutto degli scontri violenti della giornata. Ma non ci vuole molto per scoprire che le cose non stanno così e le cause sono molto più gravi di quelle lasciate trasparire.

In rete circolano ormai diverse foto e molti articoli che mostrano come l’incendio a Odessa non sia stato affatto un incidente e tantomeno una deriva incresciosa dovuta – magari – alle tensioni. Nazionalisti di estrema destra ucraini hanno arbitrariamente appiccato un rogo di fronte al palazzo e poi, secondo alcuni, spinto le persone dentro l’edificio. Secondo le fonti ufficiali invece la gente avrebbe solo cercato di trovarvi un riparo, da cosa – se dal fuoco o dalle violenze – non si sa.

La sequenza di foto – clicca qui – mostra come i militanti di estrema destra organizzino il rogo prima sulla piazza, poi assembrino materiale combustibile tutto attorno alle pareti esterne del palazzo. Dopodiché, con l’ausilio di molotov, il fuoco viene appiccato anche all’interno. Secondo quanto riportano diverse testimonianze molte persone vengono immobilizzate e uccise già prima: a colpi di pistola e a bastonate. Le foto dei corpi delle vittime arsi dal fuoco che portano ancora i segni della violenza suscitano un’indignazione profonda. Una donna incinta è stata strangolata e giace riversa su un tavolo. Da quanto tempo non accadeva una simile strage in Europa per motivi politici, ideologici, razziali?

Il bilancio finale, secondo le fonti ufficiali, è stato di 46 morti e quasi duecento feriti, ma potrebbero essere molte di più le vittime di questo delitto sostanzialmente appoggiato dalla polizia ucraina che non ha mosso un dito a difesa dei civili. Anzi i superstiti, dopo essere stati ancora picchiati e oltraggiati, sono stati arrestati come responsabili degli scontri. Questa sorte non è toccata ai miliziani del Pravy Sektor che girano indisturbati per le strade di Odessa. Più di 150 gli arresti  della giornata “in gran parte filorussi” ci tengono a sottolineare i comunicati stampa. Per chiedere la loro liberazione ieri sono scesi in piazza migliaia di abitanti che hanno assaltato la sede della polizia. Alla fine ne sono stati rilasciati una metà.

Yatseniuk promette un’inchiesta indipendente sui fatti di Odessa, ma non dimentica di sottolineare ancora una volta come sia Mosca a manovrare occultamente il malcontento dei separatisti. Di certo la Russia non è esente da colpe, tuttavia sembra davvero esagerato pensare che sia sua responsabilità anche l’efferetazza della strage di Odessa, causata dagli ultranazionalisti ucraini. Tra pochi giorni si vota e il pugno di ferro del governo di Kiev si fa sentire.

 

 

 

Cristina Di Pietro

Classe 1986. Laurea Magistrale in Lettere conseguita con il massimo della dignità. Citazione preferita: "se comprendere è impossibile conoscere è necessario" (P. Levi).

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