Napoli-Fiorentina 3-1, una finale con pochi vincitori e tanti sconfitti

In ogni gioco, dove c’è un vincitore, c’è ovviamente anche lo sconfitto. In Napoli-Fiorentina 3-1 i vincitori, purtroppo, sono stati davvero pochi.

Alla fine di una finale di Coppa Italia ci si aspetta la presenza di una squadra vincitrice e, ovviamente, di quella perdente. Condizione lapalissiana, verificatasi attorno ad un contesto dove, invece, non abbiamo avuto alcun vincitore. Perché al di fuori dello sport non sempre c’è un vincitore o un perdente. La partita tanto attesa, Napoli-Fiorentina 3-1, alla fine è passata clamorosamente in secondo piano, perché la vita viene prima dello sport. Gli eventi nefasti dominano inevitabilmente la scena. E la stampa ci marcia sopra.

Già partendo dall’ABC di questa storia viene fuori il solito “pasticcio” all’italiana in termini di stampa e informazione: un ragazzo viene colpito da un’arma da fuoco, la notizia si diffonde a macchia d’olio e allo stadio, dove si deve ancora svolgere il match, scoppia il panico. Le notizie giungono incontrollate, le esibizioni previste prima del match vengono sospese, le tifoserie cominciano ad animarsi. Alcune testate parlano di “condizioni disperate” per il ragazzo, altre di “fuori pericolo”; Marek Hamsik, capitano del Napoli, scende in campo per decidere il da farsi, i presidenti delle due squadre discutono sull’eventuale interruzione della partita e la RAI prova a fare “ipotesi” su cosa succederà.

Il caos genera caos, e gli animi si agitano: sale qui in cattedra l’ormai celeberrimo “Gennaro ‘a carogn'”, e alla fine di Napoli-Fiorentina 3-1 si parlerà più di lui che della Coppa vinta dagli stessi azzurri; alla fine, la RAI emette la sentenza. “Gli ultras hanno deciso. Si gioca.” Una constatazione in realtà discutibile: se si esclude l’inconcepibile lancio di fumogeni all’arrivo di Hamsik non sembra infatti accertato il fatto che i tifosi abbiano minacciato atti vandalici o affini nel caso in cui la partita fosse stata rinviata. Anche qui le notizie che ci arrivano risultano sempre più confuse: nel frattempo l’opinione pubblica s’è già schierata contro il popolo napoletano, contro Napoli, contro il calcio. Contro tutto. E continuerà a farlo anche dopo la partita.

A prescindere da ciò, nel frattempo un ragazzo sta morendo per una stupida partita di calcio. Per un gioco che neanche lo vede coinvolto fisicamente sul campo. Ma tutti si dimenticano di lui. Rivediamo sempre le stesse immagini, come in un film sbiadito e dalla trama tristemente scontata: le cose non cambiano. Se ne parla e basta. Gli ultras minacciano, il Napoli vince con doppietta del napoletanissimo Insigne, Gennaro ‘a carogn’ diventa la nuova star del web, e solo infine, un ragazzo sta morendo per l’ennesima volta a causa di una partita di pallone. L’unico modo per cambiare il copione di un film già visto è cambiare la sceneggiatura, gli interpreti e i registi. Ma evidentemente costruire un film avvincente e credibile dove il calcio vince a prescindere è troppo difficile. Non c’è interesse nel farlo. Vero?

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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