Italicum: la camera dice sì, il Senato boh e io dico No!

Il 12 marzo la Camera ha approvato l’Italicum, la nuova legge elettorale Renzi (Berlusconi). Nonostante il sì della Camera, e il passaggio al Senato, io continuo a non sostenere questa nuova riforma elettorale.

I sostenitori di Renzi vedono l’approvazione alla Camera come un traguardo importante, come una svolta verso una stabilità di governo, ma l’Italicum deve passare ancora dal Senato, che approvando la riforma attuerebbe una specie di “suicidio”. La nuova legge elettorale proposta da Renzi, infatti, prevede o l’abolizione del senato stesso o una drastica riforma, non permettendo più l’elezione diretta dei suoi componenti.

Io, a prescindere da come andrà a finire la votazione, ritengo che Italicum non apporti nessuna sostanziale modifica, almeno per gli elettori. Tralasciando infatti il discorso “quote rosa” e/o “parità di genere”, le liste continuano a rimanere bloccate. Sono state semplicemente ridotte, prevedendo un numero di candidati per lista che varia da un minimo di tre ed un massimo di sei. Noi continuiamo però ad andare a votare giocando ai test a risposta multipla. Per Renzi e il suo entourage le liste corte permettono all’elettore di conoscere meglio i candidati “papabili”, ma continua a non esserci la scelta reale. Se ad esempio io andassi al supermercato, e volessi comprare le fragole, ma mi offrissero 18 specie diverse di pere, ma non le fragole che tanto desidero, la mia scelta sarebbe un semplice ripiego, giusto per non far mancare la frutta alla mia alimentazione.

Ecco, in Italia continua a succedere la stessa cosa. L’espressione massima della democrazia, la scelta dei propri rappresentanti da parte del popolo, è viziata dalla ormai decennale partitocrazia. E’ la segreteria a scegliere i candidati – spesso escludendo la meritocrazia – da imporre al voto.

Italicum in questo non differisce quindi così tanto dal tanto odiato – in ritardo – Porcellum.

Il bipolarismo – o tripolarismo – continua ad assere sostenuto da tutte le forze politiche maggiori. Italicum ha delle soglie di sbarramento molto elevate. Si parla del 12% per le coalizioni e del 4,5% per ogni singolo partito contenuto all’interno di ogni singola coalizione. Si arriva addirittura all’8% per i partiti che decidono di non allearsi con nessuno.

Per quanto riguarda le alleanze, nel caso in cui i singoli partiti non riuscissero a raggiungere la soglia di sbarramento, i voti ottenuti andrebbero regalati ai partiti della coalizione che hanno invece superato il 4,5%. Anche in questo caso con buona pace di chi vota un partito a prescindere dalla coalizione.

Se prendiamo come riferimento le ultime elezioni, noteremo che gli unici quattro partiti – o movimenti – che riuscirebbero a sopravvivere alla ghigliottina dello sbarramento sono il PD, il PDL – ora Forza Italia, anche se qui il discorso è complicato vista la nascita del NCD – Scelta Civica e il M5S. Tutti gli altri – Lega Nord, Sel, UDC e Fratelli d’Italia compresi – finirebbero senza rappresentanti. Ciò significa, analizzando solo i “grandi esclusi”, più o meno quattro milioni di persone non rappresentate dallo Stato italiano.

Ovviamente questa è solo la mia opinione, ma io, come tanti altri elettori che, forse, si ritroveranno a votare con Italicum, finiremo nell’attuale maggiore – purtroppo – partito italiano, l’astensionismo, non essendo, né sentendoci rappresentati da nessuno degli attuali schieramenti politici.

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

3 pensieri riguardo “Italicum: la camera dice sì, il Senato boh e io dico No!

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