Italicum: la Camera approva la legge elettorale.

Nella mattinata di ieri la Camera dei deputati ha approvato definitivamente il testo delle nuova legge elettorale Italicum. Un percorso lampo che ha visto l’accordo tra le maggiori forze in parlamento e il vaglio di centinaia di emendamenti.

L’Italicum è nato in seguito all’accordo tra Partito Democratico e Forza Italia, segnato da un incontro di gennaio tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi nella sede romana del PD. Nonostante i vari emendamenti e le discussioni in aula, l’Italicum modifica alcuni aspetti del cosiddetto Porcellum ma non la sostanza: la ripartizione dei seggi sarà su base provinciale e i collegi saranno 12o; nessun ritorno al voto di preferenza ma liste bloccate per ciascun collegio che può raggiungere un massimo di sei candidati; il premio di maggioranza rimane per il partito o la coalizione che vince a primo turno con il 37 % dei voti; lo sbarramento è stabilito all’8% se il partito concorre da solo, al 4,5% se in coalizione; ciascun candidato si può presentare al massimo in otto collegi e soprattutto quote rosa ma nessuna garanzia per la rappresentanza di genere tra gli eletti. In attesa che il Senato sia trasformato in un organo consultivo o sia abolito dalle riforme costituzionali, l’Italicum si applica solo alla Camera.

Intorno alle 9:30 di ieri comincia la discussione in aula che precede la votazione finale della nuova legge elettorale. La riforma della legge elettorale ha il sostegno iniziale di PD, FI e NCD. La sua approvazione viene già data per certa, anche se il voto sugli emendamenti ha fatto emergere la mancata compatezza all’interno del Partito Democratico che ha costretto il governo e tutti gli esponenti ad essere presenti in massa e senza defezioni alle votazioni. Nel tentativo di rimarginare le ferite il Pd ricorda pubblicamente, tramite le parole del capogruppo Roberto Speranza, l’intenzione di riprendere la questione delle norme a tutela della partità di genere in lista:

sulla questione di genere c’é bisogno di fare chiarezza, é un problema di civilità e per il Pd questa sarà la priorità assoluta nel nostro passaggio al Senato e non consentiremo che nessun accordo ci fermi. Con questo voto vogliamo dimostrare che facciamo sul serio.

Queste parole e le dichiarazioni del governo non convincono nè Rosy BindiPippo Civati che rimangono sulle loro posizioni e si asterranno. Appassionate le dichiarazioni di voto sia favorevoli che contrarie e diverse volte queste costringono la Presidente della Camera Boldrini a richiamare all’ordine. Danilo Toninelli M5S esordisce definendo “orrenda schifezza, figlia degli interessi personali” la legge elettorale Italicum e tra le altre cose sottolinea:

noi andiamo dalla parte opposta rispetto a voi! Noi vogliamo un Parlamento dove gli eletti sono portatori delle istanze dei cittadini, parlamentari liberi ed autonomi, cittadini per i cittadini. Invece no, con l’Italicum gli eletti saranno schiavi di un padrone, quel padrone di cui dovranno portare la voce in Parlamento pena la mancata rielezione. Noi vogliamo parlamentari forti e rappresentativi che facciano da tramite tra società ed istituzioni e aiutino a fare sul territorio quelle scelte politiche che poi devono sostenere in Parlamento.

Anche se Forza Italia inneggia alla necessità delle riforme e, prevedibilmente, difende il governo, Michela Biancofiore (FI) vota in dissenso dal suo gruppo: “Col cuore triste. Mi sono vestita di nero perché oggi questa Camera sta celebrando il funerale nella mia terra”.

legge-elettorale-Italicum-Camera-31Si passa al voto finale intorno alle 11:30 e l’Italicum viene approvato con 365 sì, 156 no e 40 astenuti. Contrari M5S, Fdi, Lega, Sel, Cd, Per l’Italia. Scelta Civica si è astenuta. I numeri sono democraticamente corretti ma sembrano difficilmente raggiungibili in Senato. Il Senato, del resto, sarà il prossimo punto all’ordine della Riforma che lo dovrebbe cancellare definitivamente. I grillini in aula tirano fuori dai sotto i banchi cartelli ironici: “Renzi – Berlusconi Condannati all’Amore”, mentre il Primo Ministro ne dà notizia via twitter come se si trattasse di una competizione sportiva: “politica 1 – disfattismo 0”.

Cristina Di Pietro

Classe 1986. Laurea Magistrale in Lettere conseguita con il massimo della dignità. Citazione preferita: "se comprendere è impossibile conoscere è necessario" (P. Levi).

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