Ignazio Marino ci prova col turismo, ma le voragini restano

Ignazio Marino, contestato, indifeso e onnipresente. All’incontro sui piani per riabilitare e migliorare il turismo a Roma. Nessuno a pensato a rifare le strade?

Martedì 10 febbraio si è tenuto l’interessante incontro promosso dalla Commissione Turismo, Moda e Relazioni internazionali nella Protomoteca del Campidoglio – Presidente Valentina Grippo. L’iniziativa è stata particolarmente apprezzata, oltre duecento presenze, molte illustri, l’articolo completo qui. A chiudere il dibattito è intervenuto il Sindaco Ignazio Marino, contestato sin dai suoi primi giorni di campagna elettorale. Ora, ad otto mesi suonati dal suo ingresso al Campidoglio e dopo l’alluvione che ha messo Roma in ginocchio, Marino sembra essere il più facile bersaglio di tutti, dai cittadini romani alla sua maggioranza che tuona spesso contro le sue scelte.

Certo è che il Sindaco ne ha dati di motivi di contestazione! Ha cominciato con la “pedonalizzazione” dei Fori con il benestare di Confcommercio tramite il suo presidente Giuseppe Roscioli che ha però dichiarato – agosto 2013 –

“Che prima dei proclami ci siano interventi infrastrutturali capaci di assorbire le esigenze di chi lavora e vive in centro e poi, solo a cose fatte, rispolverare magari un po’ di sintassi, ricordando che Roma non è abitata solo da atleti che macinano chilometri a piedi o in bicicletta”

L’ira dei commercianti – che si sono spesso dichiarati  le vere vittime del progetto di pedonalizzazione – è presto esplosa.  Alberto Pica, dell’Associazione esercenti di Roma, che protegge e porta avanti le loro istanze – a settembre 2013 –  dichiara che “è impensabile che Confcommercio dia il beneplacito a quest’iniziativa, che rischia di mandare sul lastrico molti negozianti”. Ma i Fori non sembrano sufficienti e si vocifera anche della pedonalizzazione dell’intero tridente – area da via di Ripetta a via del Babbuino. altra bufera. Indimenticabile il balletto “Marino/Liporace, Liporace/Clemente, Marino/Clemente”! The winner is Clemente che si aggiudica il comando della Polizia Locale di Roma che però prima pare essere sul punto di mollare perché litiga col Sindaco, poi si fa notare dalla cittadinanza – e non solo – per le multe “spiate”. Presto un approfondimento, per il momento rimando all’ottimo articolo del Messaggero di  Caltagirone che, come un Oracolo, non lascia cadere nel dimenticatoio nulla delle mosse di Ignazio Marino. Possiamo parlare dell’Ama e del rimpasto, dei biglietti clonati che, certamente non sono causa sua, ma hanno rispolverato la famosa lettera del 6 settembre 2002 firmata da Jeffrey A. Romoff, ossia il “superiore” del Dottor Ignazio Marino, quando gli illustrò i termini del suo allontanamento dall’Ismett – Istituto Mediterraneo per i Trapianti e le Terapie ad Alta Specializzazione. Il link diretto è a Il Foglio dove sta da 12 anni, dove non ha mai ricevuto contestazioni valide o denunce o fantomatiche multe. Per i nostri lettori qualche rigo:

L’UPMC ha scoperto che Lei ha presentato la richiesta di rimborso di determinate spese sia all’UPMC di Pittsburgh sia alla sua filiale italiana. Di conseguenza è stata intrapresa una completa verifica sulle sue richieste di rimborso spese e sui nostri esborsi nei Suoi confronti. Tale verifica è attualmente in corso. Alla data di oggi, riteniamo di aver scoperto una serie di richieste di rimborso spese deliberatamente e intenzionalmente doppia all’UPMC e alla filiale italiana. Fra le altre irregolarità, abbiamo scoperto dozzine di originali duplicati di ricevute con note scritte da Lei a mano. Sebbene le ricevute siano per gli stessi enti, i nomi degli ospiti scritti a mano sulle ricevute presentate a Pittsburgh non sono gli stessi di quelli presentati all’UPMC Italia. Avendo sinora completato soltanto una revisione parziale dell’ultimo anno fiscale, l’UPMC ha scoperto circa 8 mila dollari in richieste doppie di rimborsi spese. Tutte le richieste di rimborso spese doppie, a parte le più recenti, sono state pagate sia dall’UPMC sia dalla filiale.

Certo è che non abbiamo in mano il risultato finale delle indagini ma leggete bene quanto segue, Il Foglio ha poi interpellato Romoff a seguito di una smentita di Marino sul suo sito – che potete anche scaricare qui in versione integrale Jeffrey A. Romoff e la controsmetita di Pittsburgh – che aggiunge:

“La lettera firmata dal Dr. Ignazio Marino il 6 settembre 2002 è la lettera finale e ufficiale delle dimissioni e non rappresenta né una bozza né un tipo di lettera standard di conclusione di rapporto. Le irregolarità nella gestione finanziaria furono portate alla luce dal servizio di audit di UPMC – e non dal Dr. Marino. Esse furono poste in essere in modo intenzionale e deliberato da parte del Dr. Marino, e questo accadde in modo ripetuto nell’arco di molti mesi e non si è limitato ad un singolo evento…”

Questo è un fatto, un precedente nella vita di un Sindaco che ora si sbraccia alla ricerca dei falsari doppiogiochisti dell’ATAC o che si “appella” alle Iene per scovare i “furbetti” capitolini. Dipendenti che per altro si vedono decurtare circa 150 euro dallo stipendio – anche su questo presto un articolo. Insomma, questo nostro Onorevole, già Senatore, Dottore e Sindaco Ignazio Marino non s’è fatto proprio tanto amare. Ma penso possa fare anche di peggio, all’incontro del 10/02 per esempio, è scivolato su qualche “battuta” che forse era meglio risparmiarsi. Lo so, ora mi direte che sto esagerando, che voglio trovare il pelo nell’uovo e che sono un’anti Marino dichiarata e di destra spudorata; non è così. Marino credo non abbia proprio tutte le colpe: ad esempio temo che lui ci creda veramente quando dice “io, non so voi, ma sono fortunato perché dal mio ufficio godo di un meraviglioso affaccio sui Fori… ” ecco, visto che i vari  comitati per la casa e le incapacità di questa amministrazione nella gestione di questo immenso problema sono palesi, meglio evitarla come battuta. Oppure quando dice “una delle scelte più importanti per la mia formazione è stata andare all’estero, dovevo starci 2 anni, sono rimasto 20”, alza la palla a troppe battute che sconfinano dal “dovevi proprio tornare?” al “del sistema estero dove va tutto meglio ha importato solo il peggio?”. Quando parlava della sua scelta più importante mi aspettavo di sentirgli dire “candidarmi sindaco perché voglio mettere in pratica il meglio che ho imparato nella vita”, va beh! Ma la battuta più tragica – e non comica – esce  dal cuore di chi, come me, ha visto le strade alluvionate di Roma, le voragini, le frane, i crolli. Non è certo colpa di Ignazio Marino se c’è stato il diluvio, ma sentirgli dire che in quei giorni era atteso ad un vertice su questi temi e non è potuto andare perché doveva restare a Roma, la sua Roma, per intervenire, è stato duro. Non vi dirò io perché, ma lo farò fare presto dalla gente, dagli alluvionati e dalle persone comuni che ogni giorno vivono una Roma che non è più “bella” e che non ne posso più di sentirsi dire “purtroppo non ci sono i soldi” e poi si scoprono doppi stipendi all’amministrazione e buste paga da capogiro con un Consiglio che neppure si riunisce per mancanza di delibere…

[youtube]https://youtu.be/OG1dM-HwXVI[/youtube]

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

Un pensiero riguardo “Ignazio Marino ci prova col turismo, ma le voragini restano

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: