Quando cominci ad usarla ti chiedi come hai fatto senza. La lisciva fatta in casa è il prodotto migliore per pulire ogni superficie, per fare il bucato e per ritrovare quel tocco d’antico tanto in voga in questi tempi!

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Immagine presa dal web, la mia lisciva l’ho appena finita!

Ne avevo sentito parlare tanti anni fa, quando impazzivo cercando un prodotto valido per sbiancare delle piastrelle; mi arresi non trovandola da nessuna parte, mi convinsi che era una di quelle leggende metropolitane per giustificare qualcosa e mi buttai sui vari Bang e sgrassatori, in realtà di lisciva se ne parla già al tempo dei romani, loro si che la sapevano lunga. Armata di detergenti classici mi misi a strofinare, il risultato fu piastrelle biancastre ma mi accontentai. Tempo dopo trovai della lisciva in polvere, bianca come il latte e fantastica! Puliva tutto e lasciava anche un delicato profumo. Ma poi, come per ogni cosa, ho cercato di auto produrla.

La lisciva fatta in casa è ancora più forte di quella acquistata e la pasta di cenere che rimane dalla cottura è il mio più valido alleato in cucina. il procedimento è così semplice che durante tutta la prima preparazione ci si domanda come sia possibile che sia tanto potente! L’unica difficoltà può essere data dal reperimento dell’unico ingrediente: cenere di legna. Fortunate colore che hanno una stufa o un caminetto, ingegnose colore che andranno ad “elemosinare cenere” in pizzeria, senza dimenticare il nostro amico gruppo su FacebookTe lo regalo se vieni a prenderlo” dove la si può chiedere.

Una parte di cenere e cinque parti di acqua! Abbiate l’accortezza di ripulirla da eventuali parti di carbone o legna non ben bruciata. Mettete la cenere in una pentola, possibilmente non di alluminio perché tende a corrodersi con la lisciva, e poco alla volta versate l’acqua. Ponete sul fuoco dolce, portate a bollore e lasciate sul fuoco per due ore in totale. Mescolate di tanto in tanto con una bacchetta di vetro o un comunissimo cucchiaio di legno (pentola e cucchiaio destinateli solo alla produzione di lisciva e saponi). Mi raccomando, usate sempre i guanti di gomma quando la preparate! La liscivia viene utilizzata nel film Fight Club per causare una bruciatura chimica alla mano destra del protagonista, tanto per dirne una!

Lasciate riposare per almeno 12 ore, io lascio per tutta la notte. Delicatamente, aiutandovi con un mestolo, separate la parte liquida ottenuta, che è la vera e propria lisciva, dalla pasta di cenere. Usate delle bottiglie, preferibilmente di vetro, per la lisciva e dei barattoli con chiusura ermetica o a vite per la pasta di cenere.

La pasta di cenere è fantastica usata per pulire le pentole, la caffettiera, il piano cottura, i fuochi … e tutte le parti da strofinare, la lisciva è un potentissimo sbiancante, unitene un bicchiere in lavatrice per i bianchi, mezzo per i colorati. Io preparo la lavtrice con il mio detersivo fatto in casa,  aggiungo la lisciva e uso aceto di kombucha come ammorbidente. Lascio che la lavatrice faccia qualche giro e carichi l’acqua, dopo di che lascio in ammollo anche per tutta la notte. Faccio finire il lavaggio il giorno dopo e, anche a basse temperature, il bianco è eccezionale. Ricordate che la lisciva è un prodotto alcalino, quindi non va usato con prodotti acidi, pena l’annullamento delle sue forze.

Possiamo usare la lisciva anche per l’igiene personale e per produrre sapone. Di questo, e molto altro, parlerò nel mio prossimo articolo per la mia nuova rubrica “fatto in casa”!

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By Sheyla Bobba

Sheyla Bobba - Direttore Classe 1978, coltiva fin da bambina una profonda passione per la comunicazione e l’informazione. A meno di dieci anni chiede in regalo una macchina da scrivere: il primo passo verso un sogno che non l’ha mai abbandonata. A 17 anni, l’incontro con i militanti del Partito Radicale impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti segna un punto di svolta: sceglie consapevolmente di dedicarsi all’informazione senza tesserino, guidata da un’idea di libertà e indipendenza. Nel tempo costruisce una solida esperienza nel mondo digitale, collaborando a diversi progetti online e approfondendo le dinamiche della comunicazione sul web. Dopo anni di attività sul campo, nel 2012 dà vita al magazine online SenzaBarcode.it. Dal 2019 affianca al portale anche WebRadio SenzaBarcode, ampliando le possibilità espressive del progetto. Con SBS Edizioni & Promozione cura la comunicazione editoriale e la valorizzazione di autori emergenti, affiancando le attività redazionali a quelle promozionali. Si definisce antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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