Metropolitana C Esempio clamoroso e scandaloso di malgoverno Parte I

La metropolitana C di Roma: un esempio clamoroso e scandaloso di malgoverno a tutti i livelli relativamente al tema della mobilità e del trasporto pubblico urbano, con colossali sprechi di danaro pubblico e pesanti ombre morali sull’intera vicenda

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Da oggi SenzaBarcode, vuole fornirvi un’inchiesta completa ed esplicativa sulla metropolitana  C, di Roma, da oggi e per tre giorni consecutivi! Ricordatevi di inserire la vostra mail nell’apposito box alla fine dell’articolo per ricevere direttamente nella vostra casella di posta tutte le notizie. Il nostro collaboratore esterno è Giovanni De Pascalis, membro del Consiglio Direttivo della sezione di Roma di Italia Nostra, appassionato alle problematiche urbanistiche e trasportistiche della città di Roma.

Quando si critica pesantemente il progetto della Metropolitana C di Roma e i modi della sua (peraltro lentissima) realizzazione non si vuol negare la necessità che a Roma si costruiscano metropolitane sotterranee: al contrario, Roma sconta un pauroso, gravissimo ritardo in tema di infrastrutture finalizzate al trasporto pubblico urbano e/o metropolitano in sede interamente riservata (cioè mezzi che si muovono in corsie di superficie interamente riservate o in linee sotterranee o sopra-elevate rispetto al livello del suolo). Mentre Londra e Parigi hanno oltre 350 km di metropolitane, Madrid oltre 270, Berlino oltre 120, Amburgo, Monaco di Baviera e Barcellona oltre 100, Milano 80, Roma resta all’imbarazzante sviluppo di soli 43 chilometri. Quando diventerà operativa la Metro C, da Pantano a San Giovanni, si aggiungeranno altri 17 km (sarebbero 18, ma l’ultimo chilometro si sviluppa in campagna, in un deserto urbano), quindi in quel momento Roma arriverà ad avere 60 km, esattamente quanti ne ha, oggi, Atene, capitale di un paese di 11 milioni di abitanti, mentre l’Italia ne ha 60 milioni…!

La critica si rivolge non alla decisione di realizzare la metropolitana C, bensì al modo e alle caratteristiche con cui è stata prima progettata, poi lentissimamente e scandalosamente realizzata codesta infrastruttura. Anzitutto si deve sottolineare che la Metro C da sola non può risolvere i problemi gravissimi di mobilità, di congestione che affliggono la città di Roma e la sua area metropolitana. Per completare il sistema infrastrutturale di trasporto pubblico di Roma come minimo occorrerebbe realizzare una quarta linea sotterranea – da Nord Est verso Sud Ovest – e poi anche una metropolitana di media capacità posizionata sull’anello ferroviario di superficie che circonda l’intero centro di Roma (l’anello ferroviario che tocca le stazioni Tor di Quinto, Nomentana, Tiburtina, Tuscolana, Ostiense, Trastevere, San Pietro, Valle Aurelia) più un potenziamento delle tranvie esistenti e la realizzazione di alcune nuove tranvie o linee di tram-bus (ad iniziare dalla proposta linea tangenziale Saxa Rubra-Talenti-Palmiro Togliatti-Cinecittà).

Ma vediamo perché la Metro C è stata realizzata con gravissimi errori e gravissimo spreco di danaro pubblico. Anzitutto i tempi: l’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli annunciò in una pubblica assemblea, appositamente convocata al teatro Argentina nel marzo 1995, che a Roma, a 5 anni dall’Anno Santo del 2000, tenendo conto quindi di questo importantissimo appuntamento, si doveva assolutamente realizzare la terza metropolitana sotterranea, la linea C, appunto. Un anno dopo, all’inizio dell’estate del 1996, insediatosi il primo governo Prodi, si annunciò che la realizzazione della Metropolitana C sarebbe stata rimandata a dopo il Giubileo del 2000: ovvio, i tempi erano chiaramente troppo ristretti per poter fare in tempo per il 2000. Eletto il nuovo sindaco Walter Veltroni, nella primavera del 2001, si iniziò una nuova fase di progettazione, caratterizzata da estenuante lentezza. Solo 5 anni dopo (!!!), nella primavera del 2006, iniziarono i lavori di costruzione della nuova metropolitana… Cioè 11 anni dopo che l’allora sindaco Rutelli aveva solennemente proclamato, urbi et orbi, che a Roma era assolutamente urgente e necessario realizzare la nuova, terza metropolitana sotterranea! Le ultime notizie sono ora che la prima tratta, da Pantano a viale Palmiro Togliatti (stazione “Parco di Centocelle”), dovrebbe aprire entro l’inizio del 2014, cioè 7 anni e mezzo dopo l’inizio dei lavori…

La seconda parte dello splendido lavoro di  Giovanni De Pascalis domani, sempre e solo su SenzaBarcode!

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Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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