La terribile morte di Silvia.

La terribile morte di Silvia

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Silvia Caramazza, 39 anni, commercialista bolognese è la protagonista di un terribile  caso di omicidio che, ancora una volta, vede morire una giovane donna.

Il corpo di Silvia  è stato  trovato lo scorso 27 giugno in un congelatore in una elegante abitazione situata  in una zona bene di Bologna dove la donna conviveva con il fidanzato Giulio Caria, 34 anni.

Dopo il ritrovamento del cadavere l’uomo era fuggito da Bologna, ma le forze dell’ordine  lo hanno arrestato in Sardegna, e ora si trova nel carcere di Sassari, con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Silvia nel suo diario scriveva le violenze che subiva dal convivente, ripetute e dolorose, fisiche e psicologiche.

Il piccolo imprenditore era entrato nella vita della donna circa due anni fa quando lei aveva già alle spalle un matrimonio naufragato dopo solo un anno. Quando aveva conosciuto Giulio, Silvia aveva appena perso entrambi i genitori e forse vedeva in quell’uomo la speranza di rifarsi una vita sia come moglie che come madre. Giulio, quasi da subito, aveva manifestato il suo carattere possessivo e violento tanto da nasconde delle microspie in casa per tenere la compagna sotto controllo.

Gli inquirenti hanno trovato il diario della giovane commercialista , ma il congelamento del cadavere ha impedito al medico legale, che ha eseguito l’autopsia, di stabilire il giorno esatto del decesso della donna, uccisa con vari colpi da un corpo contundente alla testa.  La donna ha tentato invano di difendersi mentre l’assassino le sferrava colpi  mortali.

L’aggressore aveva fatto sparire il materasso dal letto sul quale  era avvenuto l’omicidio, ma gli inquirenti lo hanno ritrovato e le indagini potrebbero, a questo punto, incastrare Giulio Caria.  Il vano tentativo del Caria di nascondere il materasso, rivendendolo, si è mostrata vana.  Il materasso è sporco di sangue, ed è il giovane sangue di Silvia.

Ma non c’è solo il materasso ad aggravare gli indizi a carico dell’uomo : testimoni che lo smentiscono, celle e tabulati telefonici che lo collocano in posti diversi da quelli dove aveva detto di trovarsi, e , quasi profetiche, le dichiarazioni di Silvia nel suo diario.

Ancora violenza, ancora morte, <<Questa la sorte dell’umane genti? All’apparir del vero Tu, misera, cadesti: e con la mano La fredda morte ed una tomba ignuda Mostravi di lontano.>>

Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi?

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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