L’Uruguay: no alle multinazionali del fumo, sì alla marijuana

file0001401337052E’ guerra aperta tra il governo uruguayano e la multinazionale elvetica Philip Morris. Il colosso delle sigarette ha denunciato il governo del paese sudamericano, reo di aver adottato misure particolarmente stringenti per preservare la salute dei cittadini dal consumo di sigarette. La Philip Morris , preoccupata per la creazione di un pericoloso precedente esportabile in altri paesi, è corsa subito ai ripari additando le misure del governo come una negazione della libertà dell’azienda e sopratutto come un ostacolo ingiusto ai propri affari ed ai trattati commerciali tra Uruguay e Svizzera.

La questione sarà decisa dal Centro Internazionale per il Regolamento delle Controversie relative ad Investimenti (CIADI ) organo internazionale alle dipendenze del Banco Mondiale. I provvedimenti dell’esecutivo uruguayano sono state l’ingrandimento delle immagini sui danni potenziali del fumo all’80% di ogni singolo pacchetto, la proibizione del fumo nei locali pubblici già nel 2006, fino alle proposte dell’attuale governo socialista di Mujica che proibiscono la pubblicità, il patrocinio e la promozione di tabacco. Susanna Muñiz, ministro della salute ha ribadito “Nessuna politica di diritto commerciale può essere posta al di sopra di una politica dei diritti umani” ma la decisione del Ciadi non è affatto scontata ed aprirà un precedente importante a livello mondiale.

Di pari passo a questa controversia l’Uruguay si interroga su un’altra proposta del governo Mujica che riguarda il fumo: la legalizzazione della marijuana. L’esecutivo socialista vorrebbe infatti legalizzare la coltivazione e la vendita di cannabis a particolari condizioni. L’approvazione della legge non dovrebbe riscontrare particolari problemi e già tra i mesi di agosto e settembre potrebbe essere ratificata. Se così fosse in Uruguay si potrà vendere la mariujana in una quantità non superiore ai 30 grammi, la vendita potrà essere effettuata solo in club privati, potrà essere acquistata solo da chi si iscrive in un apposita lista a cui però non potranno iscriversi stranieri. Per il presidente il presidente Mujica ‘‘La cannabis merita rispetto ed una conoscenza più approfondita”

La proposta di legge è stata creata appositamente per evitare che l’Uruguay viva la piaga del narcotraffico come succede invece nell’America centrale, sopratutto nel Messico,dove tra il 2007 e il 2012 la guerra tra i cartelli della droga è costata la vita ad oltre 83mila persone.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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