Governo Letta: Ministro Massimo Bray e Beatrice Lorenzin

massima bray

Massimo Bray è il nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali, appartiene al Partito Democratico, è direttore della rivista “Italianieuropei” e presiede il consiglio d’amministrazione della fondazione “Notte della Taranta”, che organizza il più grande festival di musica popolare d’Europa. È autore di un blog nell’edizione italiana dell’Huffington Post. Nel suo sito personale si leggono molte cose interessanti, le parole che sembra prevalere nelle idee di Bray è “cultura” come, per esempio la Cultura dell’integrazione e della solidarietà: “perché non ci si illuda che basti alzare mura e scavare fossi per difendere identità reali o, come capita, immaginarie. L’Italia deve partecipare in modo responsabile e solidale, con le migliori sue energie politiche, al vigoroso processo di trasformazione del mondo attuale”, oppure, la Cultura del Passato: “l’attenzione alla tutela e valorizzazione del passato per generare valore per il futuro; la comprensione del valore del nostro patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico come guida nella generazione della volontà di rispettosa Cultura del futuro”.

La Cultura e i beni culturali non possono essere trattati come un bene normale, come una merce che si può comprare e vendere a seconda dell’utilità del momento. Ricondurli ad una sfera pubblica non deve significare affidarli alla sfera politica, ma alle cure e al controllo della comunità. La Cultura così interpretata diviene elemento fondante della necessità di ricostruire il nostro Paese.  Nel suo “Diario della nascita della terza repubblica” scrive: “Con il M5S non troviamo alcuno spiraglio. Chissà se davvero tutti quegli elettori si aspettavano questo muro così impermeabile, questo monotono ripetere ad oltranza un mantra che non genera la rinascita per cui era stato pensato, ma opprime la possibilità reale di cambiamento, confonde i pensieri, svilisce quell’esser parte di un consesso collettivo che ancora informa la nostra forma politica. Dall’altra parte non va meglio. Qualcuno comincia a pensare ad un governo di unità nazionale con il Pdl, senza capire che non è la risposta che in questo momento si può dare. Io vado a casa deluso, sfinito, confuso. Penso a come sia lontano il paese reale. E come da qui la prospettiva, anche la mia, sia diversa. Penso a quanto lontane siano le epoche e le persone, a quanto difficile, eppure facilissimo fu mettere insieme forze opposte per dare una costituzione a questo paese dopo la guerra. E a come potrebbe essere facile, e invece è difficilissimo oggi, dare un governo a questa stessa Italia, uguale eppure così – dolorosamente – diversa”.

beatrice lorenzinBeatrice Lorenzin è invece il nuovo Ministro della Salute, eletta alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche del 2008 nella lista PdL, per la XVI Legislatura. Membro del Consiglio Direttivo del gruppo PdL alla Camera e della commissione Affari Costituzionali della Camera, della Commissione Bicamerale per l’Attuazione del Federalismo Fiscale, della Commissione Parlamentare per l’Infanzia. La Lorenzin ha subito delineato quello a cui è giusto dare la precedenza in questo nuovo governo: “Già nei prossimi giorni apriremo alcuni tavoli sulle questioni da affrontare. Tra queste: il decreto staminali e la questione dei ticket e i piani di rientro”.  

Anche se molti dubbi rimangono sul curriculum definito “insolito” della neo-ministro della Salute che a quanto pare non ha mai ricoperto nessuna carica che avesse a che fare con la salute e con tutti i temi caldi di cui dovrà occuparsi come la mancanza di posti letto, malasanità, corruzione e chiusura di sempre più aziende ospedaliere. Resta da dire solo che, come sempre, a noi Italiani spetta andare sulla fiducia!

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