Come se qualcuno le stesse dando un bacio.

Si sveglia. Di scatto. Come se qualcuno le stesse dando un bacio.

bacio

 Sente un profumo familiare, ma non ricorda di chi. E’ in un letto grande, enorme, sola. Non è camera sua. Vorrebbe alzarsi, ma le membra sono stanche e pesanti. Non riesce a muoversi, come se fosse legata. La maglia è madida di sudore, le si appiccica alla pelle come ricoperta da colla.

Si guarda intorno, spaesata. Non c’è nessuno, non lì, per lo meno. Ha sonno, tanto sonno. Ma non riesce a dormire. Si toglie dal viso i lunghi capelli neri, come se riuscisse a vedere meglio. E’ tutto bianco, candido, impenetrabile. La doppia porta le sembra tanto lontana quanto pesante. Decide che non fa per lei alzarsi, andare a vedere cosa c’è dietro.

Non si spiega da dove arrivi tutta quella luce, non ci sono finestre nella stanza. Nemmeno lampadari. O forse verso l’ alto ancora non ha guardato. Cosa ci fa lì? Cerca con la mente di ripercorre quanto fosse successo la sera precedente, ma ha i ricordi confusi. Prova a tornare indietro allora all’intera giornata. Sempre nulla. Solo visi sfuocati, nomi lontani, parole dimenticate.

Sente, cosa? Sembra musica. Lieve, dolce, distante. Talmente distante che pare venire da un’altro mondo. Rimane incanta ad ascoltarla, vorrebbe andare verso la fonte della musica, ma ancora non riesce a muoversi. Come se una forza la tenesse lontana. Un brivido lungo la schiena, i suoi arti si muovono da soli. Ora le gambe sono tese, rigide. Le braccia cadono lungo il corpo.

La testa, la testa, le scoppia la testa. Le fa male, tanto male, in borsa è sicura di avere un Moment, ma non sa dove sia la sua borsa. E la musica, la musica ora sta diventando fastidiosa. Produce sempre lo stesso suono irritante, ogni secondo. Di nuovo un brivido.

Si sveglia. Di scatto. Ricomincia a respirare.

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