Beppe Grillo, le piazze piene e la vita vuota

Nel 1950 Ernesto Rossi denunciava sul Mondo che «le grandi masse non si conquistano con i ragionamenti, ma facendo appello agli istinti e ai sentimenti più elementari, con i metodi di imbonimento con i quali vengono indotte a entrare nel baraccone delle meraviglie, ad affollare la piazza in cui è impiccato un “traditore del popolo” […]: slogan di poche martellanti parole, cartelloni a colori piatti, promesse irrealizzabili, suoni di trombe, sventolio di bandiere».

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La storia politica del nostro Paese è costellato di esempi nobili, irreprensibili, e di pagine buie e dolorose; mai come nel nostro Paese la memoria è corta: cortissima!

Ernesto Rossi non era un genio, era un uomo onesto, prima con se stesso e poi con il suo Paese, aveva la capacità di vedere oltre e conosceva i difetti del suo popolo. Un popolo che vuole fare la frittata senza rompere le uova, che parla di riforme ma che ha visto in casa propria solo controriforme, che parla di rivoluzione senza essere mai stato rivoluzionario. Cittadini che sanno essere bravi sudditi, parlare per non mettersi in gioco, ascoltare per non doversi spendere. Ma le riforme hanno un costo, le rivoluzioni obbligano all’impegno; fosse la rivoluzione francese (appunto!) o il ’68, siamo stati in gran parte passivi importatori o pessimi imitatori. Pochi veri rivoluzionari, pochi veri riformatori, pochi veri impegnati.

Ecco, il fenomeno Grillo è perfetto per questo scopo, una buona chiacchiera da bar, comica e senza obbligo d’impegnarsi: assolve dai soliti peccati per poterli commettere nuovamente appena è possibile. Grillo assolve il cittadino/suddito dai peccati, il più grave è quello di aver visto senza muovere un dito. Una domanda: ma gli eletti di Grillo, che sono dal 2008 nelle amministrazioni locali, hanno mai denunciato qualcosa che abbia sortito effetto? Sull’uso improprio del finanziamento pubblico; sull’abuso delle società pubbliche (regionali o municipalizzate); sulle assunzioni per chiamata diretta; sugli appalti. In questi mesi sono cadute due giunte regionali – Lombardia e Lazio – in preda agli scandali, ma i grillini non c’erano, e dove sono stati eletti cosa è accaduto?

Tra il dire ed il fare c’è il mare, e ad oggi, nonostante le nuotate sullo stretto, questo mare non è ancora stato solcato né da Grillo e nemmeno dai suoi discepoli.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

2 pensieri riguardo “Beppe Grillo, le piazze piene e la vita vuota

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