Services4Media progetta Musa, un’app che suggerisce il libro giusto non quello più venduto

Il 6 dicembre, durante la fiera Più libri più liberi a Roma, in sala Aldus, si è tenuta la conferenza “Services4Media: le sfide del futuro – Evoluzione nel mondo dell’editoria”. In questa occasione l’ente ha presentato Musa, progetto che unisce intelligenza artificiale, editoria e analisi emozionale del lettore.
Ad esporre l’innovazione sono stati Luca Falco (Project Manager, Services4Media), Doriana Ingravallo (Social Media Manager, Ingrasell), Giovanni Liso (Programmatore), Massimo Megli (Libro.Co Italia) e Milena Palumbo (NeP Edizioni).

In un momento in cui il rapporto tra editore e lettore inizia ad essere sempre più robotizzato, Musa propone un modo diverso di consigliare libri: usare la tecnologia per riavvicinare le persone a libri realmente adatti a loro.

Che cos’è Musa e come funziona: un algoritmo che ascolta il lettore

A differenza dei sistemi di consulenza tradizionali, Musa non propone i best seller, ma il titolo più adatto allo stato emotivo del lettore. Ognuno di noi è diverso, e ogni momento della vita richiede un libro diverso.

Gli editori possono candidare i propri libri, che vengono selezionati in base a criteri estetici ma anche contenutistici.

La grafica è essenziale per far sentire l’utente a proprio agio. L’esperienza è arricchita da una componente ludica: una volta ricevuto il consiglio, l’app rimanda ad Amazon per poter acquistare direttamente il libro.

Il team sta lavorando ad un sistema che permetterà agli utenti di vedere un modello 3D del libro, donando all’utente un’avventura più immersiva.

Musa non contrasta la figura del libraio, piuttosto la supporta. Analizza gusti ed emozioni dei lettori, filtra i contenuti e valorizza il ruolo dell’editore – spesso indebolito da dinamiche commerciali del mercato digitale.

Totem, app e biblioteche: lo sviluppo territoriale del progetto

La prima versione di Musa è stata testata al Salone del libro di Torino tramite totem, dove erano visibili anche le quarte di copertina dei libri. Ora si punta più in alto, con una versione più aggiornata e “mobile”.
Si vuole integrare Musa nelle biblioteche: una in Puglia e una nel Lazio. La squadra fornirà due copie fisiche per ogni titolo presente in app, così da rendere disponibile da subito la “lettura giusta”.

Perché puntare sull’app invece che sui totem?

La logistica dei totem è complessa, mentre l’app permette di raggiungere un pubblico più ampio – a portata di telefono – soprattutto i giovani che sono immersi nel mondo digitale.

Si cerca in questo modo di avvicinare alla lettura chi non frequenta le biblioteche, ma anche di raccogliere dati basati sulle diverse città e sui diversi momenti della vita. È necessario capire “cosa vuole leggere oggi” ogni singolo lettore.

La presentazione a Più libri più liberi ha mostrato come Musa possa diventare un alleato prezioso per tutto il settore editoriale.

Un’app capace di ascoltare i lettori, comprendere le loro emozioni e riportare al centro la relazione autentica tra chi pubblica e chi legge.

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