Crescono i lettori italiani: ecco cosa rivelano i dati AIE e gli appuntamenti del 4 e 5 dicembre alla Nuvola di Roma.
La lettura in Italia torna al centro dell’attenzione, non solo attraverso i numeri di chi si dichiara lettore, ma anche grazie a un dibattito sempre più ampio su come leggere, quanto leggere e cosa significhi oggi essere lettori consapevoli.
Il programma professionale di Più libri più liberi, in scena dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola di Roma, dedica due giornate a un confronto approfondito sul tema.
Nel 2025 tre italiani su quattro, nella fascia 15-74 anni, dichiarano di leggere libri, ebook o ascoltare audiolibri. È un dato in crescita, ma che va osservato con attenzione. La categoria infatti comprende anche chi ha letto solo in parte un singolo volume o si è avvicinato alla manualistica, ai fumetti o alle guide. Una fotografia dunque ampia, che però non chiarisce quanto la lettura sia una pratica costante nella vita quotidiana.
Un aspetto critico emerge da anni: oltre la metà dei lettori non supera un libro ogni quattro mesi. È un ritmo che rivela un rapporto discontinuo con la lettura, influenzato da abitudini culturali, disponibilità economiche e, soprattutto, da un accesso disomogeneo alle risorse culturali sul territorio.
L’incontro sulla qualità della lettura
Il 5 dicembre alle 11.30, nella Sala Aldus, il tema sarà approfondito nell’incontro La qualità della lettura in Italia, aperto dai dati dell’Osservatorio AIE sulla lettura curati da Pepe Research. A discuterne saranno rappresentanti delle istituzioni e del mondo editoriale: Federico Mollicone, Irene Manzi e Renata Gorgani. La moderazione è affidata a Fabio Del Giudice, direttore di AIE.
Il confronto si concentrerà su cosa significhi oggi “qualità della lettura”: non solo quantità di libri letti, ma capacità di scegliere, comprendere e integrare la lettura come esperienza culturale significativa.
Il nodo dei divari territoriali
Il 4 dicembre alle 17.00, in Sala Aurora, si parlerà delle disparità tra Nord e Sud nell’incontro La lettura come politica territoriale. Fondi e progetti per il Sud. Interverranno editori, docenti universitari e rappresentanti istituzionali per affrontare il tema dell’accesso alla cultura come leva di sviluppo.
I divari territoriali restano una delle sfide più importanti: dove mancano biblioteche, spazi di comunità e investimenti strutturati, la lettura fatica a radicarsi in modo duraturo.
Le città come laboratorio culturale
Sempre in Sala Aurora, il 4 dicembre alle 16.00, l’incontro La cultura abita qui: politiche per città vive e inclusive esplorerà il ruolo delle amministrazioni locali. Tra gli ospiti: Innocenzo Cipolletta, Adriana Poli Bortone, Tommaso Sacchi e Massimiliano Smeriglio, moderati da Paolo Conti.
L’idea è semplice ma decisiva: creare città che non offrano solo eventi culturali, ma che integrino la lettura nella vita collettiva, rendendola un elemento quotidiano, accessibile e condiviso.
Uno sguardo complessivo
Più libri più liberi conferma così la sua funzione di osservatorio privilegiato sulle trasformazioni dell’editoria. La lettura, oggi, non è solo una questione di numeri: è un ecosistema complesso che coinvolge politiche pubbliche, abitudini sociali, offerta culturale e capacità di attrarre nuovi lettori.
Il 2025 sembra offrire un punto di partenza incoraggiante, ma la strada per una diffusione più solida, equa e consapevole della lettura richiede un impegno condiviso. I dibattiti del 4 e 5 dicembre rappresentano un passo importante in questa direzione.
Foto di Dariusz Sankowski da Pixabay

